Vertice Berlusconi-Tremonti. Via il costo del lavoro dall'imponibile Irap. Probabile aumento delle pensioni minime.
Verso una manovra da 25 miliardi.
Stretta sulle plusvalenze di Borsa, conferma del "no" all'aumento della tassazione delle rendite finanziarie. Il ministro per le Politiche Agricole, Gianni Alemanno, annuncia uno dei primi elementi del menu' della nuova Finanziaria targata Giulio Tremonti che dai 21,3 miliardi previsti rischia di raggiungere i 25 miliardi (come ha ipotizzato ieri il vice ministro alla Attivita' produttive Urso). Si profila intanto anche un taglio, per un miliardo di euro, ai "costi della politica" con la riduzione del 10 per cento delle indennita' per parlamentari e amministratori locali. Conferme per l'Irap: si punta alla eliminazione del costo del lavoro dall'imponibile. In vista, se ci saranno le risorse, anche un aumento delle pensioni minime fino a 600 euro (costo 800 milioni).
Per la manovra sono ore decisive: ieri il ministro dell'Economia, e il suo vice Vegas, hanno incontrato il premier Berlusconi. Poi la delegazione di An: "Stiamo lavorando d'intesa con Tremonti per mettere nella legge Finanziaria delle norme che colpiscano la speculazione salvaguardando il risparmio", ha detto Alemanno che tuttavia e' ancora impegnato in un braccio di ferro, insieme all'Udc, sulla tassazione delle rendite. Oggi tocchera' alla Lega, poi in serata a enti locali e a sindacati e Confindustria, domani non e' escluso un vertice di maggioranza, mentre giovedi' 29, come ha annunciato Vegas ieri, si attende il varo da parte del consiglio dei ministri.
Il calendario sarebbe rispettato, Tremonti avrebbe inoltre intenzione di blindare la Finanziarie e non e' escluso che, come e' accaduto in passato, alcuni provvedimenti vengano introdotti attraverso la pratica del maxi emendamento in Parlamento.
Quanto alle misure prende quota la stretta sulle plusvalenze: in pratica si tratta allungare da un anno a due il periodo minimo di possesso delle partecipazioni per beneficiare dell'esenzione; si prevederebbe inoltre la riduzione dal 100 all'85 per cento della percentuale di esenzione; si parla anche di stabilire l'indeducibilita' dei prestiti bancari utilizzati per la speculazione in Borsa; infine potrebbe essere rivisto il meccanismo della partecipation exemption (esenzione delle plusvalenze e indeducibilita' delle minusvalenze) ponendo dei limiti al concetto di partecipazione rilevante (si parla del 5 per cento) creato dallo stesso Tremonti.
La questione aperta resta quella delle risorse per lo sviluppo: "La tendenza alla ripresa va assecondata con una Finanziaria di rilancio e di sviluppo", ha detto ieri il ministro per le Attivita' Produttive Scajola. L'intervento sull'Irap, chiesto nuovamente ieri dalla Confindustria, non dovrebbe uscire dal menu' e oggi la Lega tornera' a ribadire l'esigenza di una franchigia in modo da beneficiare le piccole imprese. Sulla previdenza sembrano esclusi gli interventi di cui si e' parlato la scorsa settima, anche il "no" netto pronunciato dal ministro del Welfare Maroni, mentre resta a galla - nonostante la carenza di risorse - l'idea di un aumento delle pensioni minime da 516 a 600 euro mensili.
La caccia alle risorse aumenta intanto le indiscrezioni: trova conferme il taglio del 10 per cento delle indennita' dei parlamentari e degli amministratori pubblici locali ("Dai costi della politica si possono reperire risorse per 1 miliardo di euro", ha detto Alemanno). Si parla anche di una riapertura del condono ai redditi del 2003 (smentita da Vegas), di un condono previdenziale, di un aumento delle rendite catastali per la seconda casa, tasse sui ricorsi al Tar.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.