[ l k v . i t ]
Sanzionare o discutere? I dilemmi dell'antitrust
03-08-2005
Carlo
Scarpa
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A quindici anni dalla approvazione della legge antitrust italiana puo' essere il caso di fare il punto su luci e ombre della tutela della concorrenza nel nostro paese. La nuova autorita' antitrust comincia a lavorare, ma quale eredita' raccoglie dal settennato di Tesauro? E quali possibilita' si pongono da questo punto in avanti?


L'evoluzione dell'Antitrust

L'autorita' antitrust e' sempre stata guidata da giuristi, anche se con competenze e impostazioni differenti. I primi anni, con la presidenza Saja, hanno visto un lavoro fondamentale di carattere organizzativo, che ha creato una struttura tuttora molto solida. Con Giuliano Amato si e' poi passati a una direzione soprattutto "politica" e con grande capacita' di far crescere la attenzione pubblica per questa autorita' che pochi conoscevano. Il periodo 1998-2005 e' stato invece segnato dalla presidenza di Giuseppe Tesauro, non piu' un politico ma un giurista di grande esperienza specifica nel campo dell'antitrust.

Come si e' evoluta l'antitrust in questi anni? In particolare, quale e' stato l'atteggiamento verso le imprese? L'Autorita' antitrust e' divenuta un guardiano autorevole e aggressivo, pronto a usare i suoi (non illimitati) poteri al massimo possibile. Le istruttorie aperte non sono state tantissime – anche per una saggia gestione delle limitate risorse umane a disposizione – ma se viene aperta una istruttoria le sanzioni sono molto piu' probabili, e di importi molto maggiori. Questo e' in parte dovuto a cambiamenti legislativi, in parte alla maggiore dimensione delle imprese sanzionate (Telecom Italia, le compagnie di assicurazione) ma anche probabilmente a una mano deliberatamente piu' pesante rispetto alle imprese.

Basta questo a dissuadere le imprese? Purtroppo la sanzione e' per legge commisurata al fatturato dell'impresa, non al beneficio che l'impresa trae dalla violazione della norma. Di fatto spesso alle imprese continua a convenire la violazione della legge (correndo il rischio di sanzione) perche' comunque l'aumento di profitto puo' essere molto superiore alla sanzione che l'Agcm puo' irrogare. Il fatto che nessuna sanzione penale sia poi prevista dalla legge italiana costituisce un altro limite oggettivo all'efficacia di questi interventi.

Non per questo possiamo pero' dire che le sanzioni non hanno avuto un ruolo anzi! Ad esempio, resta vero che ormai le considerazioni di compliance alle regole sulla concorrenza sono parte del ragionamento normale almeno delle grandi imprese. E non e' risultato da poco.


Reazioni e timori

E' un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Di fronte a queste considerazioni, vi potrebbero essere due reazioni. La prima sarebbe di chiedere a gran voce di dotare l'antitrust di strumenti sanzionatori ancora piu' efficaci. La seconda, annunciata dal Presidente Catricala' nella recente relazione annuale, e' invece di rassegnarsi all'inefficacia dell'azione di coercizione e di puntare invece sulla concertazione con le imprese, quasi se l'antitrust volesse diventare un organismo politico, un nuovo Ministero.

Da un lato, forse sarebbe meglio se il Ministro facesse il Ministro, e chi deve applicare la legge per la tutela della concorrenza si limitasse da applicarla. La chiarezza dei ruoli sarebbe piu' che benvenuta nella confusa Italia di oggi. D'altra parte, molte strade possono condurre a Roma; se l'efficacia delle politiche antitrust imperniate sulle sanzioni e' tutta da dimostrare, cosa ci possiamo aspettare da un altro esperimento di concertazione all'italiana? I timori sono tanti e giustificati, ma la curiosita' di vedere a cosa questo potrebbe condurre e' altrettanta…


Tabella 1: Gli interventi sugli abusi di posizione dominante


  1991-1997 1998-2004
Istruttorie chiuse 46 27
Sanzioni 6 14
Ammontare medio per sanzione 559.288 20.121.238
Sanzionate/chiuse 13% 52%


Tabella 2: Le decisioni sulle intese tra imprese


  1991-1997 1998-2004
Istruttorie chiuse 85 69
Sanzioni 14 32
Ammontare medio per sanzione 2.807.082 27.519.618
Sanzionate/chiuse 16% 46%


Per saperne di piu'
C. Scarpa. La maturita' dell'antitrust e la transizione difficile, in corso di pubblicazione su Economia e politica industriale.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.lavoce.info.


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