Relazione annuale presentata alle Camere. L'allarme del presidente dell'Authority Calabro': «Dominanza nelle reti analogiche puo' riproporsi. Il Parlamento decida».
«L'assetto duopolistico e concentrato del mercato, in cui gli operatori storici, Rai e Mediaset, detengono complessivamente l'85% dell'audience, e' stato oggetto di analisi. L'Autorita' ha ravvisato una posizione di dominanza congiunta di Rai e Mediaset nel mercato delle reti analogiche». Un duopolio che «in prospettiva puo' riproporsi anche nella tv digitale». A rilanciare l'allarme sulla situazione del sistema radiotelevisivo e' Corrado Calabro', presidente dell'Autorita' garante per le comunicazioni, che in mattinata ha presentato in parlamento la relazione annuale. Ora, dice il garante, il tema non e' piu' differibile dopo l'annuncio della messa in mora dell'Italia da parte della Commissione Ue. Ma «questa riflessione - spiega Calabro'- non puo' essere fatta se non a livello politico e quindi in Parlamento, trattandosi di materia riservata al legislatore. È in quella sede che va considerato l'assetto concorrenziale del settore nel processo di transizione dall’analogico al digitale, rendendolo compatibile con gli obiettivi e i vincoli comunitari, rivisitando le persistenti indicazioni della Corte Costituzionale».
Altri temi toccati nella relazione: la par condicio come indispensabile strumento di democrazia; i risparmi di circa 2 miliardi per i consumatori grazie alla concorrenza nela telefonia mobile e la riorganizzazione della Rai.
«Obiettivita', equilibrio, contraddittorio» sono stati i parametri a cui il garante ha chiesto ai giornalisti di attenersi. Con un monitoraggio continuo, 24 ore su 24, il garante ha avuto la possibilita' di controllare piu' precisamente le trasmissioni e per la prima volta ha irrogato anche sanzioni pecuniarie per un ammontare totale di 700mila euro. Sedici sanzioni sono state irrogate nel periodo 1 maggio-12 luglio 2006. «La par condicio si e' dunque dimostrata - conclude Calabro' - uno strumento di democrazia indispensabile, ma migliorabile alla luce dell'evoluzione della comunicazione televisiva».
Quanto alla telefonia, migliora la concorrenza nel settore delle reti mobili e con il miglioramento arrivano i benefici per i consumatori che, solo nel 2006, risparmieranno 1,8 miliardi di euro e, nel prossimo triennio, altri due miliardi. Il comparto delle reti fisse ha conosciuto, nel 2005, una sostanziale stabilita' nella crescita (pari allo 0,4%). Sostenuto invece l'incremento dei servizi su rete mobile che, sempre lo scorso anno, e' stato del 7,8% pari a 12,5 milioni di carte sim in piu' sul mercato rispetto al 2004. «Nell'ambito delle attivita' svolte da Telecom Italia, occorre fare un passo avanti sulla strada della separazione tra i servizi regolati ( e cioe' la rete ndr) e non regolati ( i servizi commerciali ndr), agendo sulla funzione di governance e di controllo indipendente. L'esperienza internazionale mostra che in questo percorso e' piu' efficace quando l'operatore stesso prende impegni vincolanti. Chiedo percio' - spiega Calabro' - a Telecom Italia di dare la sua disponibilita' in tal senso».
«Non puo' piu' essere rinviata», secondo il presidente dell'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni una «piu' funzionale riorganizzazione» della Rai, che paga tra l'altro il prezzo di una struttura ibrida tra servizio pubblico e natura commerciale, introiti da canone e pubblicita'. La tv pubblica, ricorda Calabro' in un passaggio della sua relazione annuale al Parlamento, «versa in angustie: alla ristrettezza delle risorse provenienti dal canone, non correlato all'andamento economico, fa riscontro l'ibridismo della sua struttura: troppo servizio pubblico per l'appetibilita' commerciale; troppo commerciale per una produzione di qualita'».
Ora l'Italia ha due mesi di tempo per rispondere alla Commissione. Per Bruxelles la legge che regola il passaggio dalla trasmissione analogica al digitale terrestre privilegia Rai e Mediaset.
La legge Gasparri viola ben tre direttive europee e ora il governo italiano ha due mesi di tempo per rispondere ai quesiti e alle preoccupazioni della Commissione europea. E' questa la conclusione ufficiale dell'esecutivo Ue contenuta nella lettera di messa in mora che apre formalmente la procedura comunitaria contro una legge varata dal precedente governo e che dovra' essere modificata. La legge che regola il passaggio dalla trasmissione analogica al digitale terrestre «introduce restrizioni ingiustificate alla fornitura di servizi tv e attribuisce vantaggi ingiustificati agli attuali operatori in analogico» (in sostanza Rai e Mediaset).
La lettera inviata a Roma e' il primo passo della procedura di infrazione. Ora l'Italia ha due mesi di tempo per rispondere alla Commissione.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.corriere.it.