Alla vigilia dell'assemblea blitz dei magistrati milanesi.
Congelato il 40 e il 50% del capitale.
Quasi centocinquanta milioni di azioni. Tutte quelle in mano ai "concertisti" che nei mesi scorsi avevano rastrellato titoli di Antonveneta in vista della scalata alla Banca Popolare Italiana. Secondo una stima approssimativa le azioni sequestrate ieri costituirebbero "tra il 40 e il 50 per cento del capitale azionario" di Antonveneta. Insomma, la quota di controllo.
Ma nelle 24 pagine del provvedimento preventivo d'urgenza firmato ieri pomeriggio dai pm milanesi Eugenio Fusco e Giulia Perrotti ci sarebbe anche altro: frammenti di intercettazioni di conversazioni telefoniche tra Gianpiero Fiorani e Antonio Fazio. E ancora colloqui tra lo stesso Fiorani e Stefano Ricucci. Insomma un documento che potrebbe creare grande disagio al governatore di Bankitalia.
Gli uomini del nucleo provinciale della Polizia Tributaria della Finanza di Milano hanno eseguito il sequestro delle azioni custodite presso gli istituti di credito. Finora i magistrati avevano preferito agire con acquisizioni mirate e "chirurgiche" degli atti, ma da ieri l'inchiesta sembra aver preso un'accelerazione improvvisa. Il motivo e' scritto a chiare lettere nelle 24 pagine dell'ordinanza che gli uomini delle Fiamme Gialle hanno consegnato durante l'esecuzione del sequestro: evitare che la maggioranza nata dal "concerto" contestato da Abn potesse portare all'elezione del consiglio di amministrazione durante l'assemblea degli azionisti (la prima convocazione era prevista per ieri).
Cosi' gli uomini delle Fiamme Gialle si sono presentati a Padova, alla sede di Antonveneta, e hanno acquisito tutta la documentazione relativa alle quote azionarie e alle banche dove erano stati depositati i titoli. Poi si sono presentati agli istituti interessati e hanno proceduto con il sequestro delle azioni in mano a otto "concertisti": Banca Popolare Italiana, cioe' Gianpiero Fiorani, con 84 milioni di azioni (circa il 29,5 per cento del totale), poi Magiste (riferibile a Stefano Ricucci) con 14,41 milioni di azioni (4,99 per cento), quindi Gp (riconducibile al finanziere bresciano Emilio Gnutti) con 5 milioni di azioni, i tre fratelli Lonati che controllano circa 5 milioni e mezzo di azioni e Fingruppo, che pure fa capo al gruppo dei bresciani.
I pubblici ministeri Fusco e Perrotti intendono procedere con la massima rapidita'. Oggi stesso il provvedimento d'urgenza con tutti gli atti relativi passera' nelle mani del gip Clementina Forleo, che dovra' decidere se e' stato preso legittimamente. E intanto? Per il patto guidato da Gianpiero Fiorani, che ormai sembrava giunto a un passo dalla conquista di Antonveneta, la strada potrebbe diventare molto piu' complicata. "Ci difenderemo, contestiamo il sequestro", e' l'unico commento che trapela da fonti vicine al patto di sindacato promosso da Bpi insieme con i fratelli Lonati, Danilo Coppola ed Emilio Gnutti.
Ma ieri l'assemblea di Antonveneta e' andata deserta non raggiungendo il quorum necessario in prima convocazione. Cosi' l'assemblea e' stata rinviata a domani. I giochi e gli equilibri potrebbero capovolgersi. Il sequestro chiesto dalla Procura milanese congelera' il diritto di voto dei "concertisti". Non solo: in seconda convocazione non e' previsto nessun quorum. Ecco che allora gli olandesi di Abn Amro, con una quota azionaria intorno al 34 per cento, dovrebbero essere in grado di scegliere in liberta' il nuovo consiglio di amministrazione di Antonveneta.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.