Sul Sole-24Ore di martedi' 12 luglio a pagina 30 e' apparsa una notizia peculiare: riguarda Enav. Qui la riassumiamo e commentiamo brevemente.
L'Enav e' l'agenzia che si occupa del controllo del traffico aereo, afflitta da una conflittualita' esasperata e da costi di produzione elevatissimi. E' stata recentemente trasformata in societa' per azioni interamente pubblica per sottrarla formalmente ai vincoli europei sul deficit (come Anas et similia).
Ha stipulato molti anni fa un contratto venticinquennale in esclusiva per la fornitura di servizi di manutenzione e assistenza con la societa' Vitrociset, di proprieta' della vedova di Crociani, dirigente di spicco del settore parapubblico degli anni Settanta. Questa societa' a sua volta e' stata al centro di vicende fiscali molto peculiari (sembra che in alcuni anni abbia omesso del tutto di fare la dichiarazione dei redditi, vicenda oggi probabilmente condonata). Vitrociset fattura ad Enav per i servizi forniti 68 milioni di euro all'anno. La Commissione europea ha imposto di mettere in regolare gara l'attuale contratto, trattandosi di forniture a un soggetto pubblico. L'inizio della procedura di gara ha visto il vivace interesse di molte imprese italiane e straniere (hanno superato la prequalifica due gruppi inglesi, uno francese, e due imprese italiane, tra cui ovviamente la stessa Vitrociset). A questo punto, pur di non mettere in gara quel contratto, Enav decide di acquistare Vitrociset. In altre parole, pur di non "rischiare" di ridurre i propri costi. Infatti, nello scenario peggiore per Enav, la gara avrebbe mantenuto i costi attuali di fornitura, e Vitrociset l'avrebbe vinta.
La Corte dei conti autorizza alcuni giorni fa l'acquisto "autolesionistico" (sarebbe interessante capire con quali motivazioni), e l'operazione procede. Ovviamente, vi e' un problema: che valore ha un'impresa che non si e' mai confrontata con il mercato, con un solo acquirente "storico" dei suoi servizi, a prezzi "amichevolmente" concordati, e sostanzialmente non negoziabili a causa del contratto vincolante di fornitura? Probabilmente un valore molto basso. Ma il prezzo deciso non sembra bassissimo: 90 milioni di euro (piu' cinquanta per un diverso ramo d'azienda offerti da un altro acquirente). All'acquisto, che elimina ovviamente per la proprieta' e i lavoratori il rischio di rimanere senza l'unico cliente, si oppone solo la consigliera Linda Lanzillotta, che gia' in precedenza aveva espresso perplessita' sull'operazione.
Ma il danno, gia' stupefacente, per l'interesse pubblico non si arresta qui. I lavoratori Vitrociset diventando "interni" all'Enav, passeranno dal contratto dei metalmeccanici a quello, assai piu' oneroso, dei controllori di volo. E, come abbiamo visto, anche la proprieta' ha probabilmente motivo di rallegrarsi molto di questo esito, pur avendo chiesto all'inizio delle trattative una somma superiore. Ovviamente, come per altre imprese in circostanze analoghe, anche per i lavoratori Vitrociset in caso di perdita della gara sarebbe stato necessario predisporre tutele adeguate, comunque non superiori a quelle per le imprese private in difficolta'.
Lo sconcertante episodio generera' oneri impropri aggiuntivi per il gia' dissestato sistema aeronautico nazionale, visto che i servizi di Enav sono pagati dalle compagnie aeree ancora sostanzialmente a pie' di lista, nonostante i timidi tentativi avviati a Bruxelles per definire una tariffazione "incentivante" (tipo price cap). Ma questa vicenda potrebbe anche configurarsi come un pericoloso precedente, con paradossali risvolti di "ripubblicizzazione" di attivita' industriali: si pensi ad altri fornitori di imprese pubbliche, o a imprese private che forniscono servizi in concessione oggi in monopolio (per esempio, nei trasporti pubblici locali, ma anche nelle concessioni aeroportuali o autostradali).
Se alcuni mercati si aprono alla concorrenza, quale miglior "difesa" dell'acquisto delle imprese a rischio da parte di soggetti non esposti alla concorrenza?
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.lavoce.info.