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Consorte, il Cuccia delle coop all'assalto dell'establishment
18-07-2005
Giuseppe
Turani
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La strategia del finanziere rosso, dal rafforzamento nelle assicurazioni alla scalata della Banca del Lavoro.


Quelli che lo conoscono usano due soli aggettivi per descriverlo: pericoloso e molto determinato. Pericoloso perche' non e' uno che si ferma davanti a molte cose. Entrato anni fa (ne e' presidente e amministratore delegato dal 1996) in una delle province tranquille del mondo "rosso", e cioe' la Unipol della Lega delle cooperative, nel giro di pochissimi anni ha trasformato la vecchia societa' assicurativa in una forza finanziaria.
Che aspira a avere il controllo di tutta la finanza rossa, o a esserne, comunque, il soggetto largamente piu' importante.

Giovanni Consorte, nato a Chieti, ma bolognese di adozione, 57 anni, ingegnere chimico, degli ingegneri ha conservato un tratto caratteriale preciso: gli piace comandare e non tollera molto i pareri contrari.

E poi e' molto determinato. Sono piu' di dieci anni che conta di trasformare la piccola Unipol in uno strumento finanziario importante e si e' mosso secondo linee nette, come un consumato stratega sul campo di battaglia. Per prima cosa ha infilato i suoi uomini ovunque nella grande galassia delle cooperative. Spesso ha usato la liquidita' dell'Unipol per aiutare le coop in difficolta', riuscendo alla fine a metterle sotto la guida di suoi fedeli. Al punto che oggi e' certamente il re indiscusso del mondo cooperativo "rosso".

Poi ha fatto crescere la Unipol comprando compagnie a destra e a sinistra, senza curarsi molto del prezzo e dei risultati. L'importante era crescere e raggiungere una certa dimensione, in modo da avere i numeri per tentare giochi piu' grandi. Nel 1989, grazie a un accordo con Mediobanca, la Unipol riesce a aumentare il proprio capitale e a quotarsi in Borsa. Ma questo e' solo l'antipasto. Dieci anni dopo, nel 1999, la Unipol viene chiamata (probabilmente da Mediobanca, che un anno dopo gli fara' acquistare la quota Generali della Bnl Vita) a fare parte dell'armata della "razza padana" che da' l'assalto, sotto la guida di Colaninno, alla Telecom. In realta', la scalata si risolve in un grosso affare per gli scalatori, che due anni dopo vendono tutto alla Pirelli, guadagnando molti soldi. Si dice che la Unipol abbia fatto una plusvalenza di 100 milioni di euro.

Ma questo, se si vuole, e' quasi solo un dettaglio. In quell'occasione, infatti, fa amicizia con gli uomini della razza padana, e in particolar con Chicco Gnutti e Fiorani della Popolare di Lodi (oggi Popolare Italiana). Fra tutti questi soggetti nascono incroci azionari molto complicati, e l'amicizia e' cementata anche da vacanze fatte insieme in barca. In sostanza, Consorte raccoglie intorno a se' quella finanza emergente che e' in giro per far soldi e che non e' accettata nei salotti buoni. Avendo ormai del tutto conquistata la galassia delle cooperative, si pone come punto di raccolta dei vari Gnutti, Lonati, e compagni. Tutta gente con moltissimi soldi e con tanta voglia di fare affari e cosi' di guadagnarne molti altri.

Non si sa se in questo veda anche qualcosa "di sinistra" (gli emergenti contro l'establishment), ma e' probabile che Consorte non abbia assolutamente nulla di sinistra. E' solo un finanziere che ha visto nell'area delle coop e della finanza rossa un luogo poco presidiato e dove era facile fare carriera e accumulare potere.

Con qualche piccolo errore di percorso, se e' vero che lui e il suo vice, Ivano Sacchetti, sono indagati a Milano per insider trading su certe azioni dell'Unipol. Poi c'e' anche un'inchiesta per manipolazione dei corsi delle azioni Unipol. E, infine, sempre Milano sta indagando sul via vai di azioni e di soldi che c'e' stato intorno alla scalata della Popolare di Lodi all'Antonveneta.

Adesso Consorte e' arrivato alla sua partita piu' grossa: la conquista della Bnl. Una partita per la quale il movimento cooperativo non ha i soldi e probabilmente nemmeno interesse, ma che a Consorte interessa moltissimo perche' significa l'ingresso ufficiale nel gotha della finanza italiana. Un ingresso che, ovviamente, e' visto come un tappa verso altre e piu' lucrose operazioni, sempre possibili in un capitalismo come quello italiano dalle proprieta' cosi' fragili e pericolanti.

Sempre nella categoria incidenti di percorso, ha dovuto incassare il no secco del Monte dei Paschi di Siena (tradizionale e aristocratica roccaforte della finanza rossa) a partecipare con lui all'assalto della Bnl, ma non se ne e' mostrato molto preoccupato. Probabilmente pensa di regolare piu' tardi i conti con i senesi. Per ora va avanti nell'assalto alla Bnl con i suoi amici della razza padana e con un pugno di banche di provincia e di banche estere. Fra l'altro e' misteriosamente riuscito a portare dalla sua parte, oltre a Massimo D'Alema che gli e' sempre stato solidale, anche Piero Fassino, che invece in un primo tempo non vedeva di buon occhio l'operazione Bnl.

A sinistra, comunque, Consorte comincia a fare un po' paura perche', se da un lato sta dando testa e gambe a una struttura di "finanza rossa" (che puo' sempre essere utile), dall'altro cresce il numero di quelli che pensano che Consorte stia diventando troppo potente e troppo incontrollabile. La galassia delle cooperative, come si diceva, e' tutta piena di suoi fedelissimi e quindi Consorte e' uno che si controlla da se'. E domani Consorte invece di aiutare il partito, cioe', i Ds, potrebbe anche mettersi in testa di dare ordini al partito. Insomma, le coop hanno partorito il loro piccolo Cuccia. Solo che adesso Cuccia guarda lontano e piu' che servire vuole servirsi della politica.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.


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