[ l k v . i t ]
Sono Soru contro tutti
12-06-2006
Angelo
Pergolini
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Attaccato dall'opposizione, sostenuto dai suoi alleati, criticato dagli industriali e dai sindacati, il governatore non cede. E spiega perche' "e' giusto tassare i ricchi".


Fremente d'indignazione, ha lanciato il suo proclama di rivolta dalle pagine del Corriere della sera: "Questa estate andro' in Corsica". E un brivido e' corso lungo tutta la Costa Smeralda, dove non vedranno piu' attraccare il Dani, modesta barchetta di 25 metri.

Poi Daniela Santanche' ha puntato il dito contro l'autore della decisione che, suo malgrado, la terra' lontana dai divanetti del Billionaire: "Tutta colpa di Soru e delle sue tasse".

L'imposta in questione e' quella che la Regione Sardegna governata dal fondatore della Tiscali, Renato Soru, alla guida di una giunta di centrosinistra, ha appena introdotto. Il britannico Sunday Times l'ha chiamata senza mezzi termini "tax on luxury".

Colpira' in varia misura tutti i proprietari, non residenti sull'isola, di yacht, aerei e seconde case in prossimita' del mare. La nuova tassa e' entrata in vigore all'inizio di giugno. Ha scatenato molte preoccupazioni. E ha fatto scoppiare, Santanche' a parte (che scegliendo l'esilio corso risparmiera' 3 mila euro), un mezzo putiferio.

La Confindustria sarda teme contraccolpi sul turismo e il suo indotto. I sindaci rivieraschi (anche ulivisti) tremano al pensiero di un calo dei vacanzieri e dei loro consumi. I sindacati paventano una crisi del settore edile (le nuove norme del piano paesaggistico, varato insieme alle misure fiscali, proibiscono la costruzione di altre seconde case sulla costa).

I costruttori del comparto nautico meditano di trascinare la Regione in tribunale. E l'associazione dei proprietari di aerei minaccia il boicottaggio, grazie a un inedito sciopero dell'atterraggio nei tre aeroporti sardi. Quanto alla politica, il centrodestra sostiene che le nuove tasse porteranno a una de'bâcle del turismo con tutto quello che consegue.

Mentre il centrosinistra esclude catastrofi, ma nemmeno si puo' dire che appoggi le scelte di Soru con entusiasmo. Il disco verde al progetto del governatore c'e' stato, certo. Pero' con molti mal di pancia, soprattutto fra i Ds. Lui, Soru, ascolta le critiche. Ma nonostante le proteste non intende arretrare di un millimetro, perche' "quello che abbiamo fatto e' giusto".


Sara' anche giusto, ma quella che avete varato e' una patrimoniale che colpisce solo i non sardi: ammettera' che si tratta di una misura un po'...

Razzista?


Insomma, e' una tassa su base etnica. O no?

No. No. No. Non e' un'imposta razzista. Non e' su base etnica. E non e' nemmeno una patrimoniale. È importante spiegare questo punto.


Ci provi.

Dunque, la Sardegna dal 1948...

Non la prendiamo un po' troppo alla lontana?

Allora: noi siamo una regione a statuto speciale. Che ha autonomie, compiti, responsabilita' e spese di natura speciale. E quindi anche finanziamenti speciali. Lo Stato ci riconosce una compartecipazione sull'Irpef pari al 70 per cento e variabile sul gettito dell'iva che va negoziata ogni anno.


Va bene...

Macche' va bene. Non va bene nulla: da cinque anni lo Stato non ci da' un soldo. Il contenzioso fiscale ha raggiunto una cifra enorme, circa 5 miliardi di euro. E nello stesso tempo la precedente giunta ha fatto crescere il debito che e' passato da meno di 400 milioni a piu' di 3 miliardi. Per l'esattezza siamo a 3,167.


Come a dire che ogni sardo ha sul gobbo circa 2 mila euro di debito.

Come a dire, tanto per capirci, che ogni sardo nel 2004 si e' indebitato in una misura superiore di 300 volte rispetto a un lombardo.


Siete alla bancarotta.

Sono cifre difficili. È per questo che abbiamo deciso di varare nuove imposte.


E di tosare i ricchi...

Io non ho proprio nulla contro i ricchi, ci mancherebbe. Ma se ho bisogno di soldi a chi li dovrei chiedere: ai disoccupati? È una questione di giustizia: chi e' piu' ricco paga di piu'.


Il socialismo in una regione sola...

Macche' socialismo: e' un principio liberale.


La patrimoniale etnica...

Quando lei fa la dichiarazione dei redditi dichiara anche la casa, no? E paga una tassa sul reddito catastale, su un reddito presunto. Dunque quella che abbiamo deciso di applicare alle seconde case non puo' essere definita una patrimoniale, perche' grava su un reddito.


Ma lo calcolate a metro quadrato...

Diciamo che la tassa e' stata fissata sulla base di uno studio di settore. E del resto gli studi di settore non vengono utilizzati per tassare commercianti o artigiani? E allora perche' non posso applicare questo strumento alle seconde case?


Vabbe', non chiamiamola patrimoniale, resta che la pagano solo i non sardi. Un po' razzistella questa norma lo e'. O no?

No. Sana un'anomalia. Se un sardo ha una seconda casa in Sardegna, e ci va in vacanza o l'affitta, dove paga le tasse? In Sardegna. Ma se il proprietario e' un milanese, la nostra regione non vede un euro. Anche se il costo ambientale e' in Sardegna, il reddito e' prodotto in Sardegna e i servizi utilizzati dal proprietario dell'immobile li paga la Sardegna. Le sembra giusto?


Forse no. Ma in questo modo il nostro milanese, se e' un contribuente onesto, paga (senza considerare l'Ici) le tasse due volte: una allo Stato con la dichiarazione dei redditi e un'altra alla Regione grazie al nuovo balzello. Anche questo non sembra tanto giusto.

In effetti: ma e' la tassa pagata allo Stato italiano che va eventualmente cancellata, non la nostra. Certo, serve equilibrio. Regione e Stato dovranno parlarne.


Se solo prova a batter cassa il ministro Tommaso Padoa-Schioppa mette mano alla pistola.

Al governo non chiedo favori, ma lealta' e capacita' di ascolto. Se affronteremo insieme le questioni, le risolveremo. Con Padoa-Schioppa non ho ancora parlato. Ma con Romano Prodi si'.


Secondo la Confindustria sarda, il gettito delle nuove tasse regionali e' aleatorio. E per quanto riguarda yacht e aerei si tratterebbe appena di una manciata di milioni. Ne valeva la pena?

Stimiamo che le seconde case di proprieta' di non residenti siano circa 300 mila. Il gettito delle imposte dovrebbe essere pari a 150-200 milioni l'anno. Il 25 per cento di questa somma restera' ai comuni della costa nel cui territorio e' costruito l'immobile, mentre il 75 per cento verra' destinato allo sviluppo delle zone interne. Per il bilancio della nostra regione si tratta di somme importanti. Quanto agli yacht, so anch'io che non porteranno molti soldi. Ma certe scelte si fanno anche per questioni di giustizia sociale. Agli aerei privati che atterrano sull'isola chiediamo una tassa di poche centinaia di euro, una somma risibile. Anche in altre regioni c'e': si chiama tassa sul rumore.


Passi per il rumore, ma per quanto riguarda le seconde case vicine al mare avete introdotto anche la tassa sulle plusvalenze derivanti dalle compravendite. E non si tratta di una bazzecola, ma di un prelievo del 20 per cento.

Noi investiamo per mantenere e migliorare la qualita' dell'ambiente e dei servizi. Abbiamo appena stanziato 30 milioni di euro per un programma che si chiama "Sardegna fatti bella". L'effetto di questa politica della Regione e' che il valore degli immobili...


Tende a salire.

Macche' tende: i prezzi delle seconde case sono raddoppiati, triplicati. In Costa Smeralda c'e' chi ha guadagnato milioni e milioni di euro. A noi fa assolutamente piacere che gli investimenti immobiliari dei non residenti si siano rivalutati. Posso chiedere che ci venga lasciato solo un pochino di questo valore? Non mi sembra che sia un esproprio proletario. Certo, nessuno e' felice di imporre tasse.


Se e' per questo, nemmeno di pagarle. Gira voce che anche Bill Gates, uno degli uomini piu' ricchi del pianeta, forse questa estate restera' alla larga dalla Sardegna.

Ma e' una favola, via.


Se attracca a Porto Rotondo con il suo Octopus da 120 metri?

Paga: il conto e' 15 mila euro. Se li puo' permettere.


Perche' approvarla

Popolazione, coste, bilancio: i numeri della Sardegna
- 1,6 milioni il numero di abitanti della Sardegna.
- 1.849 chilometri la lunghezza delle coste sarde.
- 27 miliardi di euro e' il prodotto interno lordo della Sardegna. Direttamente il turismo incide per il 7 per cento.
- 6,4 miliardi il bilancio della regione. Le principali voci di entrata sono quote di tributi erariali devoluti dallo Stato.
- 170 milioni il deficit di bilancio del 2006. Nel 2005 era pari a 1,2 miliardi.
- A 5 miliardi ammonta il contenzioso fiscale della Sardegna con lo Stato.
- Tra i 150 e i 200 milioni il ricavato previsto dalle nuove imposte regionali su seconde case, aerei privati e imbarcazioni.


il testo riprodotto e' tratto dal settimanale www.panorama.it.


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