[ l k v . i t ]
Un referendum da riformare
20-06-2006
Nicola
Lacetera
Mario
Macis
[<--]

Domenica e lunedi' i cittadini italiani sono chiamati a pronunciarsi sul referendum confermativo delle riforme costituzionali approvate dal Parlamento lo scorso anno. Le forze politiche di centrosinistra, contrarie alle riforme durante l'iter parlamentare, sono coese nell'invito ai cittadini a recarsi a votare, e a votare "no". Sul fronte opposto, numerose forze del centrodestra, che lo scorso anno hanno approvato la legge costituzionale, sono direttamente impegnate per il "si'". Entrambe le coalizioni giustificano la loro posizione con numerose motivazioni, ricordate spesso anche durante la campagna elettorale per le elezioni politiche.


Quorum o non quorum

C'e' dunque da aspettarsi una affluenza alle urne ragionevolmente alta, potenzialmente oltre il 50 per cento degli aventi diritto. Per i referendum costituzionali il quorum non e' richiesto. Cio' nonostante, la mobilitazione dei partiti politici appare massiccia, molto piu' di quanto lo sia stata in precedenti tornate referendarie quando, invece, il quorum era richiesto. L'ultima consultazione referendaria e' stata sulla fecondazione assistita, in quel caso l'affluenza fu intorno al 25 per cento, ma si trattava indubbiamente di un tema specifico e molto diverso dalle riforme istituzionali. Consideriamo invece il piu' recente referendum "comparabile" all'attuale: quello del 1999 per l'abolizione delle quota proporzionale nell'elezioni dei membri del Parlamento. In quell'occasione, molti partiti, invece di persuadere i loro elettori ad andare a votare, in un senso o nell'altro, spinsero per l'astensione, e il quorum non fu raggiunto.

Come puo' accadere che la presenza di un quorum possa produrre un'affluenza minore rispetto a casi in cui il quorum non c'e'? Perche' le forze politiche, in assenza di quorum, sembrano impegnarsi per massimizzare l'affluenza alle urne?


La natura e la ‘ratio' del referendum

Nell'ordinamento giuridico italiano, il referendum e' un istituto di legislazione cosiddetta "straordinaria", previsto dalla Costituzione quale strumento di correzione dell'attivita' di legislazione ordinaria, che spetta al Parlamento eletto. Una delle maggiori preoccupazioni dei padri costituenti fu di circoscrivere il piu' possibile il ricorso al referendum. Coerentemente, il referendum in Italia e' di natura unicamente abrogativa. Inoltre, l'articolo 75 della Costituzione, stabilisce due requisiti affinche' un referendum sia valido. Il primo prevede che ogni proposta debba essere appoggiata da almeno 500mila elettori. Il secondo, che un referendum e' valido se si pronuncia la meta' degli aventi diritto al voto, piu' uno. Pertanto, per essere valido, un quesito referendario non solamente deve essere sollevato da un numero significativo di elettori, ma deve essere tale da motivare ad andare a votare almeno la meta' degli aventi diritto. Sebbene questi due requisiti rendano senza dubbio difficile il successo di un referendum, allo stesso tempo generano almeno due distorsioni che i costituenti, nel lontano 1946, non avevano previsto.


Cinquecentomila firme sono poche

La prima distorsione e' che raccogliere 500mila firme rappresenta oggi un ostacolo non piu' tanto significativo come nel 1946, per cui si registra una tendenza alla proliferazione dei referendum anche su temi di scarsa rilevanza. Spesso, ai promotori non interessa tanto il successo del referendum stesso, quanto che avvenga. La sola campagna referendaria e' sufficiente per dare visibilita' a entita' politiche di scarso peso e rilevanza numerica. Da cui l'incentivo a far politica "a colpi di referendum" e farlo dovendo raccogliere solo 500mila e' piuttosto facile.

Nel 1946, con un corpo elettorale di circa 28 milioni, cinquecentomila firme rappresentavano circa il 2 per cento degli elettori. Oggi, con 48 milioni di elettori, le stesse cinquecentomila mila elettori rappresentano appena l'1 per cento dell'elettorato. Inoltre, lo sviluppo e diffusione dei moderni mezzi di comunicazione di massa e dell'informatica facilitano fortemente la mobilitazione per la raccolta delle firme rispetto a sessanta anni fa. La tabella mostra che con il passare del tempo, in Italia, la frequenza dei referendum e' notevolmente aumentata, e l'affluenza radicalmente diminuita.


Gli indifferenti e i disinformati decidono per tutti

La seconda distorsione, dovuta al quorum, e' che anche quando il tema del referendum e' rilevante, il suo risultato e' pesantemente condizionato dal fatto che ai contrari all'abrogazione (vale a dire, quelli che si recano alle urne e votano "no") si mischiano gli indifferenti e i disinformati.

E' una fonte di distorsione poiche' spesso il tema del referendum interessa una frazione relativamente piccola di cittadini, la quale puo' vedere il proprio desiderio o legittimo interesse frustrato semplicemente perche' la maggioranza degli elettori e' indifferente alle sue istanze, o non e' sufficientemente informata da prendere posizione. Pensiamo, per esempio, ai recenti referendum sulla procreazione assistita. Una nonnina lucana di novant'anni, con sei figli e venti nipoti, ragionevolmente non e' andata a votare. Ma perche' deve di fatto decidere per giovani coppie che non possono avere figli con metodi "naturali"?


Proposta di riforma

Presentiamo qui una semplice proposta di modifica all'articolo 75 della Costituzione della Repubblica italiana (Parte seconda, Titolo I, Sez. II). La modifica consiste nell'innalzare il numero di firme necessarie a supporto di un referendum da 500mila a un milione, e nell'abolire il quorum:
All'articolo 75, comma 1, sostituire le parole: "quando lo richiedono cinquecentomila elettori" con le seguenti: "quando lo richiedono un milione di elettori".
All'articolo 75, comma 4, sopprimere le parole: "se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e".

L'articolo 75, cosi' modificato, diviene:


Articolo 75

E' indetto referendum popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono un milione di elettori o cinque Consigli regionali (1).

Non e' ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia o di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

La proposta soggetta a referendum e' approvata se e' raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalita' di attuazione del referendum.


Effetti della riforma

Gli effetti diretti di questa riforma sono due. Il primo: il costo di proporre un referendum sarebbe piu' alto, e di conseguenza un numero minore di quesiti referendari verrebbe proposto: la "qualita'" o rilevanza media dei referendum aumenterebbe. Il secondo: il risultato del referendum sarebbe deciso solo dagli elettori effettivamente interessati, e non piu' dagli indifferenti e disinformati.

Vi sarebbero inoltre anche altri benefici effetti collaterali. Innanzitutto, l'abolizione del quorum renderebbe piu' chiara e lineare l'analisi del voto. Con il quorum, infatti, e' resa difficile dal fatto che ai contrari si mescolano in maniera non facilmente discernibile gli indifferenti e i non informati. Ancora una volta, il dibattito intorno ai recenti referendum sulla fecondazione assistita e' un esempio perfetto di quanto sia difficile e si presti molto facilmente a strumentalizzazioni di parte. Lo stesso si puo' affermare riguardo al referendum sull'abolizione della quota proporzionale per le elezioni di Camera e Senato: possiamo sensatamente affermare che il 50,4 per cento degli aventi diritto che non sono andati a votare siano contrari all'abolizione della quota proporzionale?

Forse ancora piu' importante, l'abrogazione del quorum spingerebbe i partiti a prendere responsabilmente una posizione, fornendo all'elettorato informazioni preziose e precise non solo sullo specifico tema referendario, ma anche per la formazione di un'opinione piu' consapevole per le elezioni politiche. Oggi, il quorum spinge i partiti politici a non esprimersi dinanzi a un referendum, magari su questioni spinose che potrebbero far perdere voti.

Senza il quorum e col venir meno dell'incentivo a far campagna per il non voto, paradossalmente piu' persone potrebbero andare a votare. Il referendum costituzionale potrebbe essere il primo esempio.


(1) Cosi' come nel 1946, riteniamo che anche oggi la richiesta della promozione da parte di cinque consigli regionali rappresenti una barriera sostanziale, pertanto non e' necessaria una modifica.

Tabella

TABELLA 1 - RISULTATI COMPLESSIVI REFERENDUM 1946-2005
           
Data Tema Elettori Votanti % votanti SI (%)
           
2/6/1946 Repubblica o Monarchia 28005449 24947187 89.1 54.3
12/5/1974 Scioglimento del matrimonio 37646322 33023179 87.7 40.7
11/6/1978 Ordine pubblico 41248657 33489688 81.2 23.5
11/6/1978 Finanziamento pubblico partiti 41248657 33488690 81.2 43.6
17/5/1981 Ordine pubblico 43154682 34257197 79.4 14.9
17/5/1981 Ergastolo 43154682 34277194 79.4 22.6
17/5/1981 Porto d'armi 43154682 34275376 79.4 14.1
17/5/1981 Interruzione gravidanza 1 43154682 34270200 79.4 11.6
17/5/1981 Interruzione gravidanza 2 43154682 34277119 79.4 32.0
9/6/1985 Indennita' di contingenza 44904290 34959404 77.9 45.7
18/6/1989 Mandato Costituente Parl.Europeo (consultivo) 46552411 37560404 80.7 88.0
3/6/1990 Disciplina della caccia 47235285 20482359 43.4 92.2
3/6/1990 Accesso dei cacciatori ai fondi privati 47235471 20274101 42.9 92.3
3/6/1990 Uso dei pesticidi 47232383 20364370 43.1 93.5
11/8/1997 Responsabilita' civile del giudice 45870931 29866249 65.1 80.2
11/8/1997 Commissione Inquirente 45870409 29862670 65.1 85.0
11/8/1997 Localizz. Centrali nucleari 45869897 29862376 65.1 80.6
11/8/1997 Contributi Enti Locali 45870230 29871570 65.1 79.7
11/8/1997 Divieto partecipazione ENEL 45849287 29855604 65.1 71.9
18/4/1993 Competenze USL 47946896 36845706 76.8 82.6
18/4/1993 Stupefacenti sostanze psicotrope 47946896 36911398 77.0 55.4
18/4/1993 Finanziamento pubblico ai partiti 47946896 36896256 77.0 90.3
18/4/1993 Casse Risparmio Monti Pieta' 47946896 36856051 76.9 89.8
18/4/1993 Ministero delle Partecipazioni Statali 47946896 36851158 76.9 90.1
18/4/1993 Elezione Senato della Repubblica 47946896 36922390 77.0 82.7
18/4/1993 Ministero Agricoltura e Foreste 47946896 36868634 76.9 70.2
18/4/1993 Ministero Turismo e Spettacolo 47946896 36863866 76.9 82.3
9/6/2001 Riduzione preferenze Camera 47377843 29609635 62.5 95.6
11/6/1995 Rappresentanze sindacali (rich.massimale) 48458754 27730224 57.2 50.0
11/6/1995 Rappresentanze sindacali (rich.minimale) 48458754 27702339 57.2 62.1
11/6/1995 Pubblico impiego 48458754 27795464 57.4 64.7
11/6/1995 Soggiorno cautelare 48458754 27740783 57.2 63.7
11/6/1995 Privatizzazione RAI 48458754 27807196 57.4 54.9
11/6/1995 Autorizzazioni al commercio 48458754 27739462 57.2 35.6
11/6/1995 Trattenute contributi sindacali 48458754 27753466 57.3 56.2
11/6/1995 Legge elettorale (comuni) 48458754 27814402 57.4 49.4
11/6/1995 Orari esercizi commerciali 48458754 27788647 57.3 37.4
11/6/1995 Concessioni TV nazionali 48458754 28133946 58.1 43.1
11/6/1995 Interruzioni pubblicitarie 48458754 28164078 58.1 44.3
11/6/1995 Raccolta pubblicita' TV 48458754 28139312 58.1 43.6
15/6/1997 Privatizzazione 49054410 14790505 30.2 74.1
15/6/1997 Obiezione di coscienza 49054410 14860894 30.3 71.7
15/6/1997 Caccia 49054410 14817553 30.2 80.9
15/6/1997 Carriere dei Magistrati 49054410 14791735 30.2 83.6
15/6/1997 Ordine dei Giornalisti 49054410 14735975 30.0 65.5
15/6/1997 Incarichi extragiudiziari magistrati 49054410 14812238 30.2 85.6
15/6/1997 Soppressione del Ministero politiche agricole 49054410 14742261 30.1 66.9
18/4/1999 Abolizione voto proporzionale Camera 49309060 24447521 49.6 91.5
21/5/2000 Rimborso spese per consultazioni 49067694 15796834 32.2 71.1
21/5/2000 Abolizioni voto proporzionale Camera 49067694 15918748 32.4 82.0
21/5/2000 Elezione del CSM 49067694 15634781 31.9 70.6
21/5/2000 Ordinamento giudiziario 49067694 15681225 32.0 69.0
21/5/2000 Incarichi extragiudiziari dei magistrati 49067694 15696528 32.0 75.2
21/5/2000 Licenziamenti 49067694 15953385 32.5 33.4
21/5/2000 Trattenute associative e sindacali 49067694 15800947 32.2 61.8
15/6/2003 Reintegrazione dei lavoratori 49554128 12645507 25.5 86.7
15/6/2003 Servitu' coattiva 49554128 12667178 25.6 85.6
13/6/2005 Procreazione assistita 1 * * 25.9 89.2
13/6/2005 Procreazione assistita 2 * * 25.9 89.9
13/6/2005 Procreazione assistita 3 * * 25.9 88.8
13/6/2005 Procreazione assistita 4 * * 25.9 78.2
           
Fonte: Ministero degli Interni. * Sui referendum del 2005, il sito internet del ministero riporta solo le percentuali ma non i numeri degli aventi diritto o dei votanti.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.lavoce.info.


[^]