[ l k v . i t ]
Entrate boom, manovra-bis ridotta
28-06-2006
Roberto
Petrini
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Il varo atteso per il 7 luglio. Il successo della autotassazione consente di limitare i sacrifici. Il grosso (4 miliardi) dalla stretta ai crediti Iva, registro e tassa sui brevetti.
Misure da 6 miliardi, premi a chi dichiara la casa a valori reali. Dai tagli alla spesa attesi solo tra uno e due miliardi.


Il buon andamento delle entrate fiscali consentira' al governo di limitare l'entita' della manovra-bis. Forse dai 10 miliardi previsti si potra' scendere a circa 6 miliardi. Dei tre addendi - "risanamento", "crescita", "equita'" - si partira' da quest'ultimo con un gigantesco piano di lotta all'evasione dell'Iva, aggressione ad aree di privilegio, contrasto dei comportamenti elusivi nella compravendita di case con incentivi a chi dichiara valori piu' congrui, ma anche misure che lambiranno i settori dell'informatica, dei telefonini e dell'auto.

Dall'intero pacchetto di lotta all'evasione Iva e dalle entrate dovrebbe venire gran parte della manovra per una cifra pari a 4 miliardi. Il resto, dagli 1 ai 2 miliardi, verrebbe invece dal fronte del taglio degli sprechi e delle spese: circa un miliardo proverra' soprattutto dai tagli al bilancio dello Stato e da risparmi sulle "tabelle C e B" della Finanziaria (fondi per il servizio civile, scuole e universita' private, contributi ad enti). Il resto dal pubblico impiego, un primo assaggio da parte dell'unica delle voci strutturali coinvolte dalla manovra bis (ma per il momento vengono escluse la moratoria sui contratti e il blocco degli automatismi salariali). Lo sviluppo dovrebbe avere le sue risorse: 2,5 miliardi recuperati con la manovra andranno ad Anas e Ferrovie.

Rinviati alla Finanziaria invece i tagli strutturali alla sanita', agli enti locali, alla previdenza e al pubblico impiego che avevano provocato una levata di scudi dei sindacati che ora, in prossimita' del vertice di domani, sembrano usare toni piu' distesi. La partita dunque si spalma su un arco temporale piu' lungo anche per dare al ministero dell'Economia piu' margini per mettere a punto le misure e dunque per concertarle. Punto di svolta il vertice dell'altra notte a Palazzo Chigi con Prodi, Padoa-Schioppa (Economia), Bersani (Sviluppo) e Ferrero (Politiche sociali): anche in questo caso si e' valutato che l'intervento poteva essere meno doloroso del previsto. Mentre si considera ancora aperta l'ipotesi di uno slittamento di un anno del rientro dell'Italia sotto la soglia del 3 per cento del rapporto deficit-Pil.

Sara' dunque il piano-Visco l'asse portante della manovra che sara' varata il 7 luglio a meno di un blitz che la anticipi al consiglio dei ministri di venerdi'. Una serie di norme interverrano sui settori che sono nel mirino per evasione ed elusione dell'Iva: compravendite immobiliari, import-export di autovetture, "caroselli" di fatture nei settori dei cellulari e dell'informatica. Interventi anche sull'imposta di registro sui terreni edificabili, sugli ammortamenti e sui brevetti (l'abolizione dell'imposta ha favorito solo le multinazionali). Attacco anche al vecchio problema della sottodichiarazione, in sede di rogito immobiliare, del valore di mercato di un appartamento: una seri di norma impedira' e scoraggera' l'indicazione del mero valore catastale oggi consentito.

Del resto l'ammontare dell'Iva netta incassata dallo Stato, sul totale del valore del Pil e' largamente inferiore rispetto a quanto registrato negli altri paesi. Il magro risultato dell'Italia rispetto al resto d'Europa si spiega mettendo a confronto l'andamento dell'Iva lorda, cresciuta in modo significativo negli ultimi anni, con quello dell'Iva netta, aumentata molto meno. Nel 2005 il rapporto era di 106,7 milioni di euro dell'Iva lorda contro 85,1 milioni di euro dell'Iva netta. Alla base di questa divaricazione, spiegano i tecnici, c'e' sicuramente la congiuntura economica ma anche l'evasione e le frodi.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.


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