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Berlusconi non puo' sdoganare imprenditori poco trasparenti
25-06-2005
Giovanni
Pons
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L'intervista. Della Valle: Ricucci e' un'invenzione di mezza estate, un ragazzotto che ha fatto il passo piu' lungo della gamba.


"Ricucci e' un'invenzione di mezza estate, un ragazzotto che ha fatto il passo piu' lungo della gamba e ora sta cercando il modo di uscire senza danni da un'operazione piu' grande di lui". Non usa mezzi termini Diego Della Valle per definire l'incursione che l'immobiliarista romano ha compiuto nel capitale del gruppo che controlla il Corriere della Sera. Ma la preoccupazione maggiore deriva dal recente intervento di Silvio Berlusconi a sostegno di soggetti di cui si conosce ben poco della loro storia imprenditoriale. In nome di una battaglia contro i poteri forti che secondo il fondatore della Tod's non ha piu' molto senso al giorno d'oggi.


Della Valle, perche' il mondo dell'impresa si e' sorpreso dall'intervento di Berlusconi a sostegno di Ricucci?
"C'e' un grande disagio in seno al mondo che produce perche' qualcuno mette sullo stesso piano le imprese serie che hanno una storia alle spalle con gli ultimi arrivati dei quali non si sa nulla. Non e' un ragionamento snobistico ma a tutela delle regole di questo Paese. Siamo sorpresi che Berlusconi sia entrato nel dettaglio di singole operazioni. Dovrebbe volare piu' alto e siamo sicuri che se lo fara' sapra' distinguere le imprese serie dagli affaristi dell'ultima ora".


Secondo lei sono interventi casuali o c'e' un disegno politico finanziario dietro tutto cio'?
"Sono posizioni a favore della parte non imprenditoriale del Paese. Credo abbia prevalso la voglia di contrastare realta' che Berlusconi non considera amiche ammiccando a costo zero ad alcuni kamikaze che stanno tentando operazioni impossibili ma che creano nervosismo al sistema. Se Berlusconi sdogana Ricucci gli imprenditori si preoccupano".


Perche' la Magiste e' diversa da altri gruppi, come la Pirelli Re, che fanno trading immobiliare?
"Il problema e' che Ricucci non e' un imprenditore trasparente. Dovrebbe presentare un pedigree al mercato e alle istituzioni facendo capire da dove prende il denaro. Tutto cio' viene sempre annunciato ma mai realizzato. Bisogna distinguere tra il mondo immobiliare serio, importante tanto quanto gli altri settori dell'economia, e chi fa speculazioni che non portano ricchezza al Paese".


Non crede che Ricucci possa lanciare l'Opa su Rcs?
"La regola d'oro quando si fanno operazioni di questo tipo e' quella del silenzio. Se invece si parla molto e' sintomo di debolezza. Detto questo non mi pare che da quelle parti vi siano capitali sufficienti a sostenere un'Opa. Finora abbiamo visto lanci di agenzia ridicoli e nessun lancio di Opa".


La Consob ha detto che il codicillo anti blindatura non tiene in caso di Opa. e' stato un passo falso del patto?
"La blindatura di fatto non serviva, e' stata fatta solo per rassicurare il mercato e i dipendenti. Quello che conta e' la compattezza dei soci: nel caso di un'Opa nessuno cederebbe mezza azione. Aspettiamo che lancino quest'Opa e poi la valuteremo: la prima regola e' che ci vogliono i soldi".


Mediobanca e Generali secondo lei non sono in pericolo?
"Mediobanca e Generali sono gestite in maniera eccellente da manager giovani e preparati. L'azionariato e' stabile ed equilibrato, non vedo problemi. Di certo non ci si spaventa in realta' cosi' consolidate per un gruppo di Lanzichenecchi che ha preso gusto a far soldi con toccate e fughe. Alcuni banchieri e professionisti che hanno innescato i meccanismi finanziari che permettono a questi signori di agire dovrebbero vergognarsi".


Ma i principali centri di potere del Paese sono ancora controllati attraverso i patti di sindacato. e' giusto?
"I salotti buoni e i centri di potere c'erano qualche anno fa, e io ne so qualcosa avendoli avuti contro piu' di una volta. Oggi quei protagonisti o non contano piu' o sono passati a miglior vita. Ci sono invece gruppi di persone che tengono in egual considerazione il mercato e tutti gli azionisti".


Tuttavia non si puo' negare che sulle banche sia in corso una cruenta battaglia di potere. Chi vincera'?
"Dipende. Se guardiamo a cio' che sta facendo Alessandro Profumo dobbiamo essere solo orgogliosi. L'operazione Unicredit-Hvb ci fa onore sui mercati internazionali. Il rapporto tra imprenditori sani e banchieri seri e' fortissimo. Se guardiamo invece alle operazioni Antonveneta e Bnl dobbiamo preoccuparci per l'operato della Banca d'Italia".


Come giudica l'intervento del Tar del Lazio sulla vicenda Antonveneta?
"Per fortuna ci sono tante istituzioni serie come il Tar, la Consob e l'Antitrust, che non si fanno influenzare da una certa politica. Ho sempre avuto una posizione critica verso Banca d'Italia perche' li' la confusione e' totale, non ci sono piu' arbitri ma giocatori in campo che si sono messi una maglia che ritengo non faccia bene al Paese".


Se il Tar nel suo giudizio finale dovesse dare torto alla Banca d'Italia secondo lei che cosa dovrebbe fare Antonio Fazio?
"L'ho gia' detto piu' volte, secondo me Fazio dovrebbe andare a casa. La politica dovrebbe intervenire in questo senso e risolvere una situazione imbarazzante per l'immagine dell'Italia all'estero".


Condivide l'opinione di Catricala' secondo cui la Banca d'Italia e' un santuario da profanare per ottenere piu' concorrenza?
"Assolutamente. Credo che i banchieri di un certo livello pensino che con piu' concorrenza si possono offrire migliori servizi ai correntisti. Qualche banchiere invece ritiene di gestire le banche come centri di potere elargendo denaro a destra e a manca".


Lei e' parte in causa nella vicenda Bnl. Pensa che possa arrivare una contro Opa dall'Unipol?
"Se l'Unipol volesse fare un'operazione di mercato, in cui si mettono sullo stesso piano gli azionisti grandi e piccoli, siamo pronti a valutarla con grande obbiettivita'. Su questo penso sia d'accordo anche un imprenditore serio come Caltagirone che in questo momento sta dalla parte opposta".


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.


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