Si prepara la manovra bis: stretta su Iva, autonomi e ministeri. Prime ipotesi in caso di rifiuto Ue alla moratoria sul deficit.
I due decreti insieme al Dpef prima dell'estate. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.
Terapia d'urto per conti pubblici e sviluppo prima dell'estate. Al ministero dell'Economia si lavora ormai a pieno regime in vista delle prossime scadenze con un calendario che prevede, dopo la definizione della "due diligence" i cui risultati saranno pronti lunedi' prossimo 5 giugno, l'allestimento di un Dpef (documento di programmazione economica e finanziaria) di legislatura ai primi di luglio e in contemporanea il varo di due decreti, uno per correggere i conti e uno per il rilancio dell'economia. Con questo piano, allo studio in sede tecnica, il governo e' pronto ad agire nel caso in cui la "diplomazia" per ottenere da Bruxelles un rinvio del rientro del deficit-Pil sotto il 3% nel 2007 non dovesse avere buon esito.
Sui due provvedimenti gia' cominciano a circolare le prime indicazioni di massima. Il decreto anti-deficit dovrebbe essere di mezzo punto di Pil, pari a 6-7 miliardi. Una delle ipotesi sul tavolo e' quella di intervenire per un terzo sulle entrate (non e' piu' esclusa l'Iva), un terzo sull'aumento dei contributi dei lavoratori autonomi e co. co. co e un terzo con una stretta di cassa ai vari ministeri e un intervento sui fondi della Cassa depositi e prestiti. La manovrina, necessaria per far fronte al "buco" lasciato in eredita' dal governo Berlusconi, oltre a ad essere un segnale a Bruxelles consentirebbe di anticipare una serie di misure che altrimenti correrebbero il rischio di rimanere impigliate nello stillicidio della Finanziaria 2007.
L'altro provvedimento per lo sviluppo, oltre alle misure a costo-zero sulle liberalizzazioni dei mercati, interverrebbe sul taglio delle tasse sul lavoro, ovvero sulla diminuzione del cosiddetto cuneo fiscale sulla busta paga. Si parla infatti di un intervento complessivo di 5-6 miliardi che consentirebbe di far scattare da subito una diminuzione del cuneo di 3 punti che sarebbe portata a 5 con la Finanziaria 2007.La "due diligence" del resto sembra ormai avviata al traguardo: la forchetta per il deficit 2006 prevede un dato tecnico (a legislazione vigente) che dovrebbe aggirarsi sul 4,1-4,2 per cento e uno "politico" (che tiene conto delle necessita' Anas e Ferrovie oltre che delle altre poste rimaste in ombra) e che si avvierebbe al 5 per cento (molto probabilmente il dato sara' 4,8 per cento). Ieri l'Isae (che partecipa all'operazione-verita' sui conti) ha reso note le sue cifre: valuta il deficit di quest'anno al 4,2 per cento che salirebbe al 4,4 con le risorse per Anas e Fs.
Intanto il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che ieri ha visto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi alla vigilia delle "Considerazioni finali", sta ultimando gli incontri con i ministri di spesa. In mattinata e' stata la volta del ministro della Funzione pubblica e Innovazione, Luigi Nicolais e di quello del Lavoro, Cesare Damiano. Al termine degli incontri entrambi si sono detti "preoccupati" per la situazione dei conti pubblici.
Motori accesi anche al Secit (il servizio consultivo ed ispettivo tributario) nell'ambito del piano di lotta all'evasione. Via Venti settembre ha chiesto al Secit di monitorare l'andamento della spesa farmaceutica, per verificare eventuali evasioni fiscali connesse con il costo e il consumo dei medicinali.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.