[ l k v . i t ]
Padoa Schioppa davanti al deficit un gruppo per chiarire i conti
20-05-2006
Roberto
Petrini
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Ieri ha incontrato Prodi e Draghi. Decisa una Maastricht interna, Bankitalia, Ragioneria e Istat verificheranno i numeri.
Il nuovo responsabile dell'Economia: "Conoscere per decidere". Il "buco" dovrebbe aggirarsi tra 9 e i 14 miliardie 14 miliardi.


Linguaggio comune, stessa lunghezza d'onda, stessa provenienza: il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa e il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi per due ore, chiusi in Via Venti Settembre, per un primo giro d'orizzonte sui conti pubblici italiani. Al termine, la decisione - che chiude una lunga stagione di incomprensioni tra Tesoro e Bankitalia - di coinvolgere Via Nazionale nella "due diligence", cioe' nella operazione verita' sul deficit pubblico, che da ieri e' ufficiosamente avviata e che durera' un paio di settimane.

Il "gruppo di lavoro" - questa la formula che sara' adottata - sara' composto dunque dalla Ragioneria dello Stato (i tecnici spiegano che dispone dei dati di "cassa"), dall'Istat (che ha il controllo sui dati di "competenza" utili per monitorare Maastricht), dalla Banca d'Italia (preoccupata soprattutto delle coperture delle misure) e dall'Isae, l'istituto di studi economici che tiene sotto controllo la congiuntura.

A presiedere la commissione sara', secondo il tam tam del Palazzo, l'economista Riccardo Faini. "Conoscere per deliberare", e' questa la filosofia che Padoa Schioppa ha evocato, citando Einaudi, per illustrare lo spirito delle prime mosse di Via Venti Settembre sul fronte dei conti pubblici e che si concretizzano con l'avvio della "due diligence".

Motori accesi dunque per un percorso che parte con l'operazione-verita' sui conti e si concludera' dopo l'estate con la Finanziaria 2007. Nel mezzo l'ipotesi di una manovra-bis: sebbene tutto sia affidato alle risultanze del gruppo di lavoro, sono in molti a pensare che il "buco" sia piu' vicino ai 14 miliardi di euro (un punto di Pil) piuttosto che ai 9 e che dunque ci si avvii verso il 5 per cento (come del resto stimano alcuni centri di ricerca come il Ref). Non la esclude il ministro per lo Sviluppo economico Bersani che ieri ha avvertito che "se ci sara' la manovrina ci saranno anche provvedimenti di sostegno dell'economia". La teme invece il sindacato: ieri il leader della Cgil Epifani ha detto che "la eviterebbe". Anche perche' una manovra nella seconda parte dell'anno non potrebbe che utilizzare la leva delle entrate.

Il secondo passaggio e' tuttavia quello degli incontri internazionali: giugno sara' un mese intenso per la nostra "diplomazia economica". Padoa Schioppa partecipera' al suo primo Ecofin agli inizi di giugno, ma gia' il 29 maggio Prodi incontrera' il presidente della Commissione europea Barroso per poi partecipare nella seconda meta' del mese alla sessione estiva del Consiglio europeo. L'ipotesi della richiesta di un rinvio di un anno, al 2008, del termine per far scendere il deficit-Pil dell'Italia sotto il 3 per cento, ha molti sostenitori nella maggioranza e nel governo: questi contatti serviranno a capire se sara' praticabile anche se non e' detto che il governo italiano sia disposto giocare fino in fondo la carta del rinvio che costringerebbe l'Italia fare un passo in avanti nella procedura per deficit eccessivo entrando nell'anticamera delle sanzioni.

Intanto si comincia a pensare alle misure che segneranno l'eventuale stretta: lo stesso Prodi ieri in Parlamento ha parlato di una "Maastricht interna", ovvero un nuovo patto di stabilita' che sulla scia di quanto e' stato fatto in Europa tra gli Stati dell'euro, sia in grado di contenere il deficit.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.


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