Subito un asse sui conti pubblici. Al via consultazioni settimanali tra il Tesoro e la Banca d'Italia E il premier vuole cancellare il tetto alla spesa degli enti locali.
Un incontro piu' cordiale tra ministro dell'Economia e governatore della Banca d'Italia non lo si poteva immaginare. Ieri mattina Tommaso Pa- doa-Schioppa e Mario Draghi, dopo un'ora di colloquio, la prima nelle rispettive vesti istituzionali, hanno addirittura stabilito di vedersi tutte le settimane. Sul modello dei weekly meetings adottati negli Usa dall'ex presidente della Fed Alan Greenspan e dal segretario al Tesoro. Insomma, il confronto sara' costante. Nel quadro di quella «collaborazione proficua» auspicata da Romano Prodi dopo le elezioni, prima di assumere la guida del governo, al termine di un incontro a Palazzo Koch. Ieri il premier ha incontrato a Palazzo Chigi proprio Padoa-Schioppa, per discutere dell'agenda internazionale del ministro, ma anche per avere conferma della possibilita' di uno sforzo comune con Banca d'Italia, diretto a consentire all'Italia di agganciare la ripresa economica e di risanare i conti pubblici.
Padoa-Schioppa e Draghi non hanno difficolta' a stabilire un buon rapporto: si conoscono da tempo e su molti argomenti la pensano alla stessa maniera. Senza contare che il ministro, gia' vicedirettore dell'Istituto di via Nazionale e poi componente del board della Bce, e' pienamente in grado di apprezzare e utilizzare le analisi economiche della Banca. E il governatore, gia' direttore generale del ministero, conosce perfettamente i problemi della finanza pubblica. Insomma la linea diretta tra via XX Settembre e via Nazionale e' destinata a funzionare, facendo dimenticare i contrasti che hanno caratterizzato per quasi tutta la durata del governo Berlusconi i rapporti tra gli ex inquilini del ministero, Giulio Tremonti, e della Banca d'Italia, Antonio Fazio.
«Conoscere per deliberare»: Padoa-Schioppa va ripetendo il motto di Luigi Einaudi per spiegare la volonta' di approfondire le questioni prima di attuare i programmi. Con Draghi che solo fra dodici giorni esporra' le sue prime Considerazioni finali, ieri ha affrontato i temi principali. Poi, con Prodi, il ministro dell'Economia ha cominciato a discutere il programma di lavoro.
Lunedi' partira' la fase operativa. Con una riunione con i viceministri e tutti i sottosegretari per la definizione delle deleghe e delle competenze. Poi le prime riunioni con i servizi tecnici per la due diligence, la verifica sullo stato di salute dei conti. Operazione, assistita dalla stessa Banca d'Italia e dall'Istat, che dovrebbe richiedere non piu' di due settimane. Nel frattempo, Prodi e Padoa Schioppa cominceranno a lavorare sul nuovo Patto di Stabilita' interno. Una «nuova Maastricht nazionale», come l'ha definita ieri in Senato il presidente del Consiglio, per tenere sotto controllo la spesa pubblica centrale, ma soprattutto quella degli enti locali.
Il meccanismo del tetto alla spesa sugli enti locali non sta funzionando bene. Nel 2005 la loro spesa corrente e' salita del 5%, contro una media della pubblica amministrazione del 3,4%. Ben al di sopra del tetto del 2% stabilito dalla Finanziaria del 2005 e confermato nell'ultima legge di bilancio. La spesa sanitaria, poi, ha debordato di 2,5 miliardi e rischia di fare altrettanto quest'anno. Anche per questo Prodi pensa all'eliminazione del tetto parametrato sulla spesa storica, che verrebbe accompagnata dalla liberalizzazione delle addizionali fiscali (ora bloccate). Si tornerebbe alla logica dei saldi, dando a Comuni, Province e Regioni un orizzonte temporale per la programmazione, ma anche vincoli concreti di bilancio da rispettare. Come prevede, appunto, il Trattato di Maastricht.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.corriere.it.