Usa, col il rialzo odierno di un quarto di punto raggiunta quota 5%. E i rischi di inflazione potrebbero portare a un'ulteriore stretta.
La Federal Reserve approva all'unanimita' la sedicesima stretta monetaria di fila, tutte da 25 punti base, e porta i Fed Funds al 5%. Con il Federal Open Market Commettee (Fomc) che non esclude ulteriori manovre, rinviando ogni decisione all'esame dei prossimi dati macreconomici.
"La Commissione - si legge nel consueto comunicato diffuso alla chiusura della riunione del board - giudica che qualche ulteriore restrizione potrebbe rendersi necessaria per evitare rischi di inflazione, ma l'entita' e i tempi di ogni eventuale stretta saranno legati in modo sostanziale all' evoluzione delle prospettive economiche contenute nei dati che saranno diffusi".
Si tratta di valutazioni che lasciano comunque aperta la possibilita' che i tassi si attestino per un certo periodo sugli attuali livelli. Non a caso, dopo l'iniziale flessione, gli indici di Wall Street riducono le perdite e il Dow Jones torna addirittura in positivo, di nuovo verso il record storico.
Quanto all'analisi economica, dopo una crescita "abbastanza forte" nella prima parte dell'anno - si legge ancora nel comunicato - l'economia "sta probabilmente moderando su ritmi sostenibili". Anche i rischi di inflazione rimangono "contenuti", anche perche' "il caro-energia e il rally delle materie prime hanno avuto modesti effetti sui prezzi". Insomma, l'apprezzamento delle quotazioni del petrolio "ha per il momento avuto solo modeste ricadute sull'inflazione "core' (quella al netto delle componenti piu' volatili, greggio e alimentari, ndr), mentre sulla base delle proiezioni attualmente disponibili "le attese di inflazione restano contenute".
I rischi di "tensioni inflazionistiche", pero', restano. E dunque le prossime decisioni della Federal Reserve (il Fomc piu' vicino e' il 28-29 giugno) sono molto legate a eventuali rialzi dei prezzi.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.