Per i giudici serve ripensare a prestazioni da includere in livelli assistenza.
Per i magistrati contabili le riduzioni di spesa previste dall'ultima Finanziaria non sono realizzabili.
I risparmi sulla Sanita' sono possibili solo ripensando le prestazioni che lo Stato e' in grado di fornire al cittadino. Il risparmio di 2,5 miliardi di euro, previsto dall'ultima Finanziaria sulla spesa sanitaria, "appare di non facile realizzazione" e questo "nonostante la persistenza di margini per una riduzione delle inefficienze e per un piu' appropriato utilizzo delle strutturo di ricovero". I dubbi sulla reale realizzabilita' dei risparmi previsti sul fronte sanitario sono della Corte dei Conti che, nell'esaminare le coperture della legge finanziaria 2006, dice chiaramente: la spesa sanitaria, che cresce sia per la richiesta di innovazione sia per l'invecchiamento della popolazione, non puo' essere governata limitando le risorse ma "con l'attivazione di strumenti di controllo della domanda" e "con una attenta analisi delle prestazioni da ricomprendere nei livelli essenziali di assistenza".
Ma i dubbi dei magistrati contabili sull'ultima legge di bilancio non si fermano al versante della spesa sanitaria. La relazione sulla copertura delle leggi di spesa dell'ultimo trimestre 2005 elaborata dalle sezioni riunite della corte analizza le misure della Finanziaria 2006 su entrate e contenimento della spesa sanitaria, statale e per il personale e solleva "perplessita'" sulla loro piena realizzazione. In particolare, la magistratura contabile nota come i margini di riduzione della spesa siano ridotti in quanto le aree di spesa sono state "gia' fortemente aggredite" con le manovre degli anni precedenti.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.corriere.it.