[ l k v . i t ]
Competitivita': Italia (e Lombardia) da bassa classifica
11-05-2006
Piero
Fornara
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Stati Uniti sempre in testa, come nel 2005, ma Hong Kong e Singapore, rispettivamente al secondo e terzo posto, si fanno piu' sotto nel punteggio: ecco il "fotofinish" della competitivita' 2006 nel mondo pubblicata dall'Imd di Losanna; l'Italia e' relegata nella bassa classifica, anzi e' scesa dalla 53esima alla 56esima posizione (sul totale di 61), ne' si piazza molto meglio la Lombardia (nella stessa graduatoria dei Paesi figurano anche alcune regioni importanti), scesa dalla 41esima posizione del 2005 alla 50esima di quest'anno.


In testa Usa, Hong Kong e Singapore

Il rapporto Imd quest'anno da' particolare importanza al rapporto tra crescita ed efficienza dei governi chiedendosi anche se alcuni governi non siano diventati una palla al piede per alcune economie in ripresa. È il caso di Venezuela, Argentina, Brasile, Messico e Italia «che viaggiano a scartamento ridotto rispetto alle proprie performance economiche» per via di una cattiva gestione del deficit di bilancio, del debito, delle tasse e della burocrazia.

La crescita del Pil e' il primo dei punti deboli su cui si confronta il nostro Paese, seguito dalla bilancia delle partite correnti, dai rischi di insatabilita' politica, dalla gestione dei conti publici e dall'evasione fiscale. Sul fronte opposto qualche elemento positivo: l'aumento degli investimenti all'estero, gli incentivi fiscali alle imprese e il controlo dell'inflazione, elementi a quanto pare non sufficienti pero' per far guadagnare posizioni in classifica.


Graduatoria "soggettiva"

Il World Competitiveness Yearbook viene pubblicato ogni anno a cura del professor Ste'phane Garelli dall'Istituto di formazione manageriale Imd di Losanna (fino al 1995 in partnership con il World Economic Forum di Ginevra, dopo di allora separatamente), utilizzando 312 differenti fattori competitivi, che aggregano indicatori statistici nazionali e internazionali (con "peso specifico" di 2/3 nel calcolo del punteggio) e i risultati di un'indagine svolta fra i manager di quasi tutto il mondo (che "pesano" per 1/3 nel calcolo). Ma nella percezione di competitivita' della business community gioca una forte componente soggettiva, che ha portato anche quest'anno a non poche sorprese nella classifica generale. Fra l'altro una nota dello stesso Imd precisa che il punteggio della graduatoria, rapportato a 100, deve intendersi valido soltanto come riferimento per la realizzazione delle tabelle e dei grafici.

Come il lettore puo' constatare dalla graduatoria qui allegata, infatti, l'Italia e' immediatamente preceduta dall'Argentina e si colloca sette punti piu' sotto della Bulgaria, che sta tre posti piu' avanti anche della Lombardia. La Baviera e la Germania, per usare una impropria terminologia calcistica sono in "zona Uefa" (16a e 26a), mentre Ile-de-France e Francia sono a centro-classifica (28a e 35a). In alto, dopo il terzetto di testa Usa-Hong Kong-Singapore, seguono due nazioni piccole, Islanda e Danimarca. Risale di quattro posizioni il Giappone (quest'anno 17esimo) e balza con poca sorpresa al 19 esimo, dal 31esimo posto, la Cina. E' invece scivolata al decimo posto la Finlandia, che in passato e' stata piu' d'una volta fra prime tre della classifica.



Allegati
IMD - classifica 2006 xls - 45 KB -


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.


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