[ l k v . i t ]
Il porno? Un mercato senza bilanci in rosso
20-05-2005
 
[<--]

Quarto rapporto Eurispes sul settore dell'hard.
Ogni anno fattura mille milioni di euro. Boom dei sexy shop e della vendita di lingerie. In calo il noleggio di video, ma si naviga di piu'.


La pornografia non accusa nessuna crisi. Nell'Italia della recessione c'e' un settore che, indipendentemente da "colore" del Governo e situazione politica internazionale, non conosce bilanci in rosso. e' il mercato dell'hard, un'attivita' che ogni anno fattura sempre di piu': una media di 993 milioni di euro l'anno (quasi 2000 miliardi di vecchie lire). La fotografia e' stata scattata dall'Eurispes che, con il patrocinio del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, gia' nel 1984 aveva ispirato la realizzazione del primo studio: il quarto rapporto sulla pornografia ha misurato l'andamento del volume d'affari del settore analizzando il trend del mercato negli ultimi 17 anni, dal periodo clou del boom del porno ad oggi. Gli affari vanno bene a cominciare proprio dal proliferare dei sexy shop.


Lingerie e riviste

Un vero boom si registra nelle vendite di oggettistica, biancheria e abbigliamento sexy: negli ultimi tre anni moltissimi dei 400 sexy shop italiani - specialmente quelli al Centro e al Nord - sono stati ristrutturati e ampliati. Segno di un buon andamento commerciale. Sono aumentate anche le vendite delle riviste, grazie all'apporto di quelle con annunci scambisti e dei cataloghi che propongono sesso a pagamento, i piu' venduti. Alla loro crescente diffusione e all'aumento dei siti web che ospitano annunci di natura sessuale, si deve l'aumento del giro d'affari della prostituzione (maschile e femminile). Ma la novita' del settore e' rappresentato dalle televisioni a pagamento, home video, porno on line, che fanno registrare i maggiori cambiamenti, anche di fatturato. Nel 2004, poi, hanno acquistato fette sempre piu' ampie di mercato i video telefonini satellitari: sono supporti perfetti per pubblicizzare nuovi prodotti di porno virtuale.


I video

Lenta, invece, la marcia del Dvd porno. Nel 2003-2004, l'home video viene venduto e permutato piu' di quanto non lo fosse nel 2002. L'Eurispes ha stimato un incremento delle vendite e delle permute nei sexy shop, nel 2003, pari al 2% rispetto all'anno precedente (in volume d'affari: 82,620 milioni di euro invece di 81 milioni registrati per il 2002). La proiezione per il 2004 prevede un ulteriore aumento del fatturato (+8%), pari a 90 milioni di euro. Per quanto riguarda vendite e noleggi nelle videoteche (tutte, o quasi, dotate di distributori automatici per i porno) nel 2004 il fatturato e' stato di 233 milioni di euro.


La pedofilia

Dietro il mercato dell'hard, soprattutto on line, pero', si nasconde un giro criminale che guadagna sulla pornografia minorile. L'Eurispes ha effettuato anche un monitoraggio specifico su questo tema ricercando siti raggruppati sotto parole chiave che notoriamente portano ai siti proibiti. Una di queste e' la parola "pedofilia" al contrario, "ailifodep" che introduce a una directory scritta in cirillico e a un catalogo di circa 300 siti con estensioni in alfabeto latino romano. La maggior parte dei server dei siti di pornografia minorile sono negli Usa (76%) e, di seguito ma a grande distanza, in Canada (5%) e Olanda (3%). L'85% dei siti di pornografia minorile e' almeno in parte a pagamento: il 28% prevede una consultazione esclusivamente retribuita, il 57% contiene una sezione gratuita progettata soprattutto per invogliare il cliente a scaricare materiale a pagamento. Nei siti analizzati la prevalenza dei bambini fotografati o filmati e' di sesso femminile (87%); solo l'11% propone soggetti di entrambi i sessi. La classe di eta' dai 4 ai 10 anni (apparenti) raccoglie da sola la meta' dei bambini fotografati mentre la fascia definita tecnicamente "del lolitismo" (14-16 anni) raccoglie il 13% delle presenze; i giovani dagli 11 ai 13 anni rappresentano il 6% dei casi e i bambini fino a 3 anni l'1%. Molti siti (circa il 30%) offrono invece bambini di varie eta', presumibilmente per incontrare i gusti della maggior parte dei consumatori che frequentano tali siti.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.corriere.it.


[^]