Il retroscena. Il presidente di Confindustria all'assemblea di domani lancera' un nuovo allarme sul futuro del paese.
Oggi gli ultimi ritocchi alla relazione dopo la riunione della nuova Giunta e la convention privata degli imprenditori.
Un "patto tra cittadini" per ricostruire l'Italia. Una proposta che contiene gia' di per se' una feroce critica alla miopia della nostra classe politica, incerta nel progettare il futuro del Paese. A lanciarla dovrebbe essere domani il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo nel suo discorso all'assemblea annuale degli industriali. Proprio intorno a questo concetto dovrebbe svilupparsi l'intervento che Montezemolo leggera' davanti a tremila imprenditori e a quasi tutto il governo, a cominciare dal premier Silvio Berlusconi e dal ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco. Gli ultimi ritocchi alla relazione saranno fatti oggi con la prima riunione della nuova Giunta, dove sono entrati anche Gina Nieri (Mediaset), Carlo Pesenti (Italmobiliare) e Umberto Quadrino (Edison), e poi con la convention privata degli industriali.
A un anno dalla sua elezione, con l'Italia precipitata nella recessione e con i conti pubblici di nuovo ad un passo dal baratro, Montezemolo tornera' a sferzare la politica lanciando l'allarme per un Paese che non cresce e che, anzi, arretra, come conferma l'ultima analisi dell'Ocse; di un Paese che stenta ad iniettare al suo interno dosi, vitali, di concorrenza soprattutto nel settore dei servizi e delle professioni. La via d'uscita, per evitare di affondare e di finire nella spirale del declino, potrebbe essere in un nuovo patto che guardi all'interesse comune. Un "patto tra cittadini" lo ha gia' battezzato Montezemolo in alcuni suoi interventi alle assemblee degli industriali in diverse citta' d'Italia. Una versione aggiornata di quel patto tra produttori del dopoguerra, arricchito dal ruolo fondamentale assunto dai cittadini-consumatori-clienti. Un patto per stimolare la politica a spogliarsi dell'assillo del vantaggio particolare, e che abbia il coraggio di alzare lo sguardo.
E' questa, dunque, la trama che il presidente degli industriali avrebbe scelto per la sua relazione annuale, cercando di pensare all'Italia che verra' nei prossimi vent'anni e che dipendera' dalle scelte di adesso. Una relazione "tagliata" con una prospettiva alta per evitare il piu' possibile le polemiche del giorno per giorno. Che pure ci saranno, inevitabilmente. A cominciare dalla - prevedibile - denuncia di un Paese della rendita, che rischia di imporsi sulla produzione e sulla finanza, come raccontano le cronache degli ultimi giorni, con il caso Rcs e con la "guerra" per il controllo di Bnl e Antonveneta. Una rendita, peraltro, premiata dal fisco a svantaggio del lavoro e della produzione. E per un fisco piu' equo gli industriali insistono nel chiedere la riduzione dell'Irap ma non per aumentare i propri profitti, bensi' - nel segno della crisi - per vendere piu' prodotti a prezzi competitivi. Da qui l'idea, discussa tra gli industriali, che per ridurre il cuneo fiscale e contributivo andrebbe spostato parte del carico dal costo del lavoro alle imposte indirette, che gravano sulle aziende nazionali esattamente come sui prodotti importati.
Montezemolo ripetera' che il taglio delle tasse sulle imprese andra' fatto senza compromettere le gia' deboli finanze pubbliche. Adottando lo stesso rigore nel contratto per il pubblico impiego. Sara' - dicono a Viale dell'Astronomia - l'unico motivo di attrito con i sindacati. D'altra parte quel patto e' indirizzato soprattutto a loro.
Infine le prossime elezioni politiche, quelle del 2006. Montezemolo non dovrebbe fare nessun riferimento diretto, ma un accenno chiaro anche al ruolo dell'opposizione, alla necessita' che presenti al piu' presto il suo programma. Con una avvertenza: si eviti ad ogni cambio di maggioranza di smantellare quanto fatto dalla precedente. Le imprese, come tutti i cittadini, hanno bisogno di continuita' nell'azione di governo e di stabilita' nella pubblica amministrazione. Anche in un sistema bipolare.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.