Commissione Ue: Pil dei 12 tra +0,2% e +0,6% nel 2° e 3° trimestre
I dati dell'Istat di marzo: 0,6 su febbraio. In discesa i beni di consumo. Crollano automobili, abbigliamento, pelli e calzature
Nuova pesante contrazione per la produzione industriale italiana, che a marzo ha registrato il terzo calo consecutivo su base annua, con un -5,2% che e' il peggiore fin da ottobre 2004.
Tra febbraio e marzo la produzione e' diminuita dello 0,6%. Lo comunica l'Istat, precisando che la flessione su base annua risente di un giorno lavorativo in piu' rispetto allo stesso mese dello scorso anno, il dato corretto per il giorni lavorativi registra infatti una contrazione del 2,9%.
Il peggior risultato ha colpito la produzione di beni di consumo, diminuita del 2,5% rispetto a febbraio e del 7,4% su base annua. A marzo il calo generale si e' esteso a quasi tutte le tipologie produttive, con pesanti flessioni per alcuni settori chiave del «Made in Italy»: le industrie di tessile ed abbigliamento hanno registrato un -11% su base annua, cuoio e prodotti in cuoio un -16,6%, mentre per i mezzi di trasporto il calo trimestrale e' del 7,1% (+1,5% in marzo su febbraio). In particolare nella voce mezzi di trasporto a soffrire sono le autovetture, che evidenziano un calo della produzione grezza del 9,8% in marzo sullo stesso mese del 2004, chiudendo il trimestre con una -17,7%. Per la produzione industriale, aggiunge l'Istat, il bilancio del primo trimestre si chiude con una contrazione media del 3,7%. In questo caso il dato corretto per i giorni lavorativi registra un -2,5%. Tra l'ultimo trimestre del 2004 e il primo di quest'anno la produzione e' calata dell’1,2%.
Nel rendere noti i dati di marzo 2005 e del primo trimestre dell'anno, l'Istat ha comunicato di aver rivisto al ribasso i dati di febbraio, che sono stati abbassati di circa 0,2 punti percentuali: l'indice grezzo subisce una flessione tendenziale del 3,4% (-3,2% la precedente stima).
Ma notizie preoccupanti arrivano anche dalla Commissione Ue che ha di fatti certificato che la crescita dell'economia della zona euro sara' scarsa anche quest'anno. Nelle previsioni sul Pil dei Dodici pubblicate a Bruxelles si e' evidenziato come il prodotto interno lordo dell'eurozona crescera' nel secondo e terzo trimestre da un minimo dello 0,2% a un massimo dello 0,6%. Rispetto alle precedenti previsioni, spiegano gli analisti del commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia, il dato e' stato rivisto al ribasso dello 0,1% per il secondo trimestre ed e' rimasto invariato per il terzo.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.corriere.it.