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Risparmio addio, per l'Eurispes in cinque anni e' sceso del 40%
03-03-2006
 
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Secondo uno studio pubblicato dall'Istituto di ricerca gli italiani non hanno piu' fiducia e sono danneggiati dall'inflazione.


Per tradizione sono sempre stati dei grandi risparmiatori, ma adesso gli italiani non riescono piu' a mettere da parte quote significative del proprio reddito. Secondo uno studio pubblicato oggi dall'Eurispes, negli ultimi cinque anni infatti il risparmio annuo e' diminuito del 40%, passando dai 106 miliardi accantonati nel 2001 dalle famiglie ai 64 del 2005. La quota di risparmio e' passata negli stessi anni dall'8,9 al 4,8% del Prodotto interno lordo. E' cambiato inoltre il criterio d'investimento: le famiglie si sono orientate soprattutto verso la liquidita', scelta che ha favorito la riduzione di potere d'acquisto e quindi la ulteriore perdita dei risparmi.


Le cause: l'aumento dei prezzi

La caduta della propensione al risparmio delle famiglie italiane e' dovuta "da un lato dalla crescente difficolta' dovuta all'aumento dei prezzi e dall'altro dai numerosi e forti disincentivi che sono sorti ad ostacolare ed a rendere meno appetibile il risparmio". In particolare la contrazione del reddito (dovuta ad un'inflazione non sufficientemente compensata dagli aumenti dei salari) ha costretto numerose famiglie del ceto medio a dedicare gran parte o la totalita' delle entrate ai consumi per mantenere o cercare di non abbassare troppo il proprio tenore di vita.


I crack finanziari e il calo dei tassi

Ma vi sono state anche cause strettamente finanziarie: fra queste vanno ricordate le perdite subite dai risparmiatori a seguito dei default dei bond dell'Argentina, della Cirio e della Parmalat e l'abbassamento dei rendimenti dei Buoni del Tesoro a seguito della riduzione dei tassi di interesse.


La preferenza per la liquidita'

A causa della perdita di fiducia nei mercati finanziari e dello scarso rendimento dei titoli di Stato, le famiglie negli ultimi anni hanno quindi decisamente optato per la liquidita', che ha registrato un aumento del 31,2% dal 2001 al 2005. Rilevante e' anche la crescita dello stock di biglietti e di depositi a vista (+42% in quattro anni) mentre piu' contenuto ma pur sempre positivo (+16%) l'andamento degli altri depositi, quelli che, non essendo incassabili a vista, offrono rendimenti maggiori.


Che pero' si e' rivelata un boomerang

Ma aver trattenuto quote crescenti dei propri risparmi in forma liquida si e' rivelato un boomerang per le famiglie, osserva ancora l'Eurispes: ogni anno sono stati "bruciati" infatti, a causa della perdita di acquisto del denaro, dai 6,4 ai 9,63 miliardi di euro per un totale, nei cinque anni, di oltre trentotto miliardi di euro (38,2). "Il calcolo - avverte l'Eurispes - riguarda solo i depositi a vista e senza tener conto delle spese di intrattenimento del conto, che, in media, assorbono completamente il tasso di interesse".


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.


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