Calo delle stime sul consumo di oro nero: in flessione la produzione.
Per l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, l'alto prezzo del greggio rallenta lo sviluppo delle economie industrializzate.
La crescita economica mondiale e' a rischio per l'incremento del prezzo del petrolio. Ma, paradossalmente, proprio la possibilita' che l'economia rallenti sta spingendo l'Opec a tagliare le previsioni di consumo del greggio e quindi indirettamente a tenere alti i prezzi. L'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio ha tagliato infatti le stime di crescita della domanda mondiale sulla scia del rallentamento della domanda Usa nei primi tre mesi dell'anno. È quanto si evince dal report mensile del cartello, che evidenzia come le incertezze economiche spingono a ritenere essenziale il miglioramento della trasparenza nel calcolare la futura domanda mondiale per i prossimi anni. Cio', sottoliena l'Opec, costituira' uno dei punti focale di discussioni nel corso del prossimo vertice in programma a Doha questo week end. L'Opec ha rivisto al ribasso le stime di crescita mondiale a 1,42 milioni di barili al giorno, rispetto ai 1,46 milioni stimati nello scorso report.
Complessivamente il cartello prevede una domanda mondiale pari a 84,53 milioni di barili al giorno. Lo studio pubblicato oggi e' in linea con quello diffuso la scorsa settimana dall'International Energy Agency, che ha tagliato, seppur di poco, le previsioni sulla crescita della domanda di oro nero, aggiungendo pero' che le deludenti performance dei paesi produttori al di fuori dell'area mediorientale aumentano il bisogno di greggio proveniente dal circuito Opec.
Secondo gli analisti il trend rialzista e' destinato a durare. Gli esperti di BNP Paribas evidenziano il fatto che l'oro nero stia registrando nuovi massimi in un periodo tradizionalmente considerato tra i piu' deboli sul fronte della domanda. Cio' suggerirebbe un significativo rischio al rialzo per i prezzi una volta che partira' la 'driving season' negli Usa. Anche sul fronte geopolitico gli scenari non promettono bene. Stamane il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha messo in guardia la comunita' internazionale che l'Iran «tagliera' le mani dei qualunque aggressore», aggiungendo che il paese mediorientale e' «equipaggiato con la piu' moderna tecnologia».
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.corriere.it.