Bruxelles passa dalle parole ai fatti nella lotta al protezionismo in campo energetico: dopo i principi fin troppo generici esposti nel Libro verde in materia, la Commissione europea ha inviato 28 lettere di messa in mora a 17 paesi, per il mancato recepimento o l'applicazione scorretta della direttiva sulla liberalizzazione del mercato del gas e dell'energia e avviando una procedura d'infrazione contro 8 paesi per la direttiva sulle energie rinnovabili.
Nel mirino non e' finita solo la Francia: contro Parigi e' stata avviata una procedura di infrazione per l'ormai celebre legge anti-Opa che sottopone al semaforo verde del governo l'acquisto del controllo delle societa' che operano in 11 settori considerati strategici, in quanto collegati alla difesa nazionale. Le autorita' francesi hanno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di messa in mora dell'esecutivo Ue e la procedura avviata potrebbe presto diventare uno strumento nelle mani di Enel per eventuali iniziative giudiziarie nei confronti di Suez. La lista nera comprende anche l'Italia che ha ricevuto un «parere motivato», seconda tappa della procedura d'infrazione, per non aver presentato una relazione sull'applicazione dei biocarburanti. E nella lotta senza quartiere al protezionismo, Bruxelles ha ordinato all'Italia di dare immediata esecuzione alla sentenza della Corte Ue contro il tetto del 2% ai diritti di voto degli stranieri nelle societa' energetiche, il cosiddetto decreto anti-Edf. Sia per l'elettricita' che per il gas, gli uomini del commissario Ue all'Energia Andris Piebalgs hanno messo in mora l'Italia per «l'assenza o l'insufficienza della separazione funzionale tra gli operatori del sistema di distribuzione, per garantire la loro indipendenza». Nel settore dell'elettricita', la Commissione ha messo in guardia Roma per «l'esistenza di prezzi regolamentati, che bloccano l'accesso di nuovi fornitori». Infine, sempre nel settore elettrico, Bruxelles ha agito contro «l'accesso preferenziale di cui godono alcuni contratti storici nel mercato dell'elettricita'». Colpita dalla raffica di misure della Commissione e' anche la Spagna, al centro delle polemiche degli ultimi mesi per la forte resistenza opposta all'interesse degli stranieri Eon su Endesa. Madrid dovra' comparire davanti alla Corte di Giustizia Ue per una legge del 1999, valida solo per l'energia, che «limita i diritti di voto delle societa' pubbliche che vogliono investire nel settore dell'energia» (anche se non collegato al caso Eon-Endesa).
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