[ l k v . i t ]
I costi di un'alternanza annunciata
06-04-2005
Tito
Boeri
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Come cinque anni fa, le elezioni regionali ci hanno restituito un paese al contrario, in cui chi decide perche' ha la maggioranza in Parlamento e' convinto di perdere le prossime elezioni politiche e chi, invece, siede sui banchi dell'opposizione pensa di avere gia' vinto. Sono le condizioni peggiori per prepararsi alla prossima legislatura. Perche' chi e' all'opposizione non ha gli stimoli necessari per accordarsi su di un lungo programma di governo, che regga ben al di la' dei primi ostacoli, mentre chi governa ha tutto l'interesse a lasciare al successore un quadro di finanza pubblica fortemente compromesso. Non si tratta di un semplice "ciclo politico", e' un modo di usare il "diritto di prelazione", il fatto di essere ancora per un po' il governo in carica, per ostacolare i primi passi del governo successivo, rendendo in questo modo piu' probabile una nuova alternanza.


Con tre aggravanti

E' successo cinque anni fa: secondo la ricostruzione offerta recentemente dall'Istat, il disavanzo e' aumentato nel 2001 di circa un punto di Pil. Le dichiarazioni del Presidente Berlusconi dopo il voto fanno ritenere che il peggioramento sara' nel 2006 ben piu' consistente. Con tre aggravanti. La prima e' che lo stato dei nostri conti pubblici e' oggi molto peggiore che nel 2000. A bocce ferme, si prospetta per il 2006 un 4,6% di disavanzo (secondo le previsioni della Commissione Europea). Se a questo aggiungiamo la prospettata terza tranche della riforma fiscale, pari a un punto di Pil, si arriva al 5,6%.

Basterebbe che Eurostat continuasse a non voler convalidare alcune partite sui conti pubblici del 2004 per trascinarci a un 6% di disavanzo. Seconda aggravante il fatto che l'avanzo primario (quello al netto della spesa per interessi) in questo scenario e' destinato per la prima volta a tornare in territorio negativo dopo il 1991. La terza aggravante e' che il debito pubblico tornerebbe ad aumentare. In televisione il presidente del Consiglio ha parlato di 6 punti di Pil di privatizzazioni che riporterebbero il debito sotto il 100%. Ma ha dimenticato di precisare che le previsioni di crescita del debito nel 2006 incorporano gia' un 2% di privatizzazioni all'anno, peraltro molto difficile da realizzare. Quindi ci vorrebbero ben 10 punti di PIL di privatizzazioni per centrare il suo obiettivo. Disavanzo primario e crescita del debito sono pessimi segnali per il mercato che potrebbe punirci facendo salire la spesa per interessi.

Il differenziale nei tassi di interesse con i Bund si sta gia' ampliando.


Una Ragioneria separata dal Governo

Questa nuova alternanza annunciata ci costera' percio' molto di piu' che nel 2001. E l'Europa questa volta ha le armi spuntate dati colpi inferti al Patto di Stabilita'. Per tutelarci contro i costi di governi rassegnati di fine legislatura avremmo bisogno di un organismo tecnico di certificazione dei conti pubblici separato dal governo. Per questo stesso motivo e' oggi indispensabile tutelare i tecnici della Ragioneria, difendendoli dalle forti pressioni cui saranno sottoposti in questi mesi. Dal canto nostro, su questo sito, faremo di tutto, come sempre, per tenere alta l'attenzione sullo stato dei nostri conti pubblici.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.lavoce.info.


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