[ l k v . i t ]
Tra Russia e Cina matrimonio d'affari e un occhio agli Usa
21-03-2006
Piero
Sinatti
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Alla vigilia della partenza per Pechino, dove sara' inaugurato l'"anno della Russia in Cina" (con 200 iniziative ed eventi), il presidente Putin ha affermato che «mai i rapporti tra i due paesi avevano conosciuto un livello cosi' alto».


Alcuni media parlano di «impetuoso avvicinamento». Al di la' dell'enfasi che circonda, specie da parte russa, l'avvenimento, il giudizio e' condivisibile. La Russia, in pochi anni, e' entrata nel novero dei primi dieci partner di Pechino. Dal 2001, quando ha toccato la cifra di 10 miliardi di dollari, l'interscambio ha raggiunto quattro anni dopo i 29 miliardi. Merita osservare la progressione in percentuale:
2002 + 11%
2003 + 32,1%
2004 + 34,7%
2005 + 37%

Secondo Putin e il primo vicepremier Dmitrij Medvedev, nel 2010 non e' impossibile arrivare ai 60-80 miliardi di dollari. La visita del 21-22 marzo segna il quinto incontro tra il presidente Putin e l'omologo cinese Hu Jintao dal 2005. Un vero record. La delegazione russa si distingue per la prevalente presenza delle maggiori compagnie del settore energetico, come le major petrolifere Lukoil (privata) e Rosneft' (statale), i monopoli Gazprom (statale), Transneft (oleodotti, statale), Rosatom (nucleare, statale) ed Ees (elettricita', statale). E' il segno che la cooperazione energetica russo-cinese ha il primo posto nell'agenda degli incontri. Si definiranno le forme della cooperazione petrolifera. Cresceranno le forniture di greggio russo alla Cina, dai 15 milioni di tonnellate del 2005 ai 27,6 programmati per il 2007. Di pari passo, saranno definiti i nuovi accordi per il trasporto del greggio, finora avviato in Cina per ferrovia. La rete ferroviaria sara' ampliata.

Finalmente si e' decisa la costruzione dell'oleodotto che trasportera' nella penisola di Nakhodka, sul Pacifico, il petrolio della regione siberiana di Irkutsk (Tajshet). Si tratta del Vsto (Oleodotto Siberia orientale - Oceano Pacifico). Una sua diramazione raggiungera' i terminali cinesi di Daqin, mentre arrivera' a Nakhodka il greggio destinato a Giappone e Sud Corea. Il costo supera gli 11 miliardi di dollari. La costruzione coinvolgera' Transneft', la cinese Cnpc, Lukojl e Rosneft.

Nel campo dei grandi progetti infrastrutturali e' in discussione l'estensione e l'utilizzo della Transiberiana per il trasporto di merci dalla Cina (e da Giappone e Sud Corea) all'Europa occidentale: un milione di container all'anno, su nuovi tipi di vagoni made in Russia . Ma la cooperazione petrolifera dovrebbe superare l'ambito commerciale e assumere la forma di societa' miste e di reciproche partecipazioni azionarie, come quella che dovrebbe legare la CNPC a Rosneft.

Per quanto riguarda il gas, la messa in valore dei grandi giacimenti siberiani di Kovitka (Irkutsk) e la costruzione da parte di Transneft' e della cinese CNPC di un gasdotto destinato a raggiungere il Xinjiang, consentiranno alla Cina di ricevere 20 miliardi di metri cubi di gas all'anno.

Gazprom e CNPC fungeranno da plenipotenziari dei rispettivi paesi nella cooperazione per gli idrocarburi. Il ponte energetico Russia-Cina, grazie al crescente fabbisogno cinese, tocca sia il settore elettrico, con il monopolio russo Ees che aumentera' le forniture alla Cina dagli 0,5 miliardi di kw del 2005 ai 60 miliardi di kw di quest'anno, sia quello nucleare , in cui il Rosatom cerca di mantenere in Cina le posizioni acquisite e rafforzarle con nuovi contratti. Non per caso, il suo presidente, Sergej Kirienko, ha visitato la settimana scorsa le centrali nucleari cinesi costruite con il concorso russo a Lian Yun Gang (Jiangsu) e a Tian Wan (Hunan, la piu' grande centrale elettro nucleare cinese).

Altri settori della cooperazione sono quelli del legname-cellulosa, acciaio (laminati), meccanica (macchinari per l'industria petrolifera). E naturalmente gli armamenti, in cui la Cina e' il principale cliente di Mosca. Si tratteranno le forniture di 40 aerei militari da trasporto e da rifornimento carburanti (modelli IL 76 e IL 78). Le grandi esercitazioni militari congiunte dell'agosto 2005 hanno portato all'attenzione di Pechino i bombardieri strategici TU 95 e i caccia bombardieri Su 27 SM. Ma su questo tema il riserbo e' forte. Gli Usa non vedono di buon occhio la cooperazione di Cina e Russia in questo campo. Considerando gli attuali equilibri nel Pacifico e i giustificati timori di Taiwan (e di Tokyo).

Putin , nell'intervista rilasciata prima di partire per Pechino all'agenzia cinese Xinhua, ha lamentato, tuttavia, l'attuale struttura dell'import cinese dala Russia, in quanto troppo sbilanciato nel settore energia e materie prime (oltre l'80%). Il presidente russo chiede ai partner cinesi di acquistare dalla Russia produzioni ad alto contenuto tecnologico, beni strumentali, macchinari e attrezzature industriali, produzioni dell'industria meccanica russa. Sono - ha detto - meno sottoposte delle materie prime alle oscillazioni dei prezzi sul mercati internazionali. Ma ha mancato di precisare il grado della loro concorrenzialita'.


La partnership strategica russo-cinese non riguarda, pero', la sola economia. Russia e Cina condividono posizioni comuni e/o simili sui temi principali della politica internazionale. Entrambe rifiutano attivamente il monopolarismo USA e criticano il principio (dell'amministrazione Bush) dell'"esportazione della democrazia". Entrambe propongono per le aree di crisi piu' gravi soluzioni simili (Medio Oriente, Iraq, Iran). E trovano consensi in un'area che un tempo si indicavano come "Terzo Mondo" (Asia, Africa e persino America Latina). I ministri degli esteri dei due paesi discuteranno della Corea del Nord e della prospettiva di denuclearizzare la penisola coreana.

Il luogo della piu' attiva cooperazione multilaterale e regionale tra Pechino e Mosca (temi dell'economia, lotta contro terrorismo e separatismo, stabilita') resta l'Organizzazione del Trattato di Shanghai (Russia, Cina, Uzbekistan, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tadzhikstan e nel rango di osservatori India, Pakistan, Iran e Afghanistan). Si tratta di svilupparla e rafforzarla.

Putin discutera' con i dirigenti cinesi la questione della sicurezza energetica internazionale per raggiungere una posizione da presentare all'imminente vertice di Pietroburgo del G8, presieduto da lui stesso. Infine, il leader russo si concedera' una pausa molto suggestiva, dedicata allo sport che predilige. Visitera' il celebre monastero buddista di Shaolin, sorto nel 496 tra i monti boscosi dello Henan e divenuto l' haut lieu delle arti marziali, segnatamente del kung-fu. Un segno di grande rispetto per le antiche tradizioni dell'Impero di mezzo. Non manchera' di piacere ai cinesi.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.


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