Vi e' molta simmetria tra i due programmi: poche righe in quello della Casa delle liberta', molte pagine in quello dell'Unione. Ma vi e' anche una premessa comune: privatizzare senza liberalizzare e' stato un errore. Nessuno ricorda che negli anni Novanta proprio questa fu la tesi di chi voleva ritardare l'avvio del processo di privatizzazione: "Prima bisogna liberalizzare i mercati" dicevano e intanto per un decennio ne' si liberalizzo', ne' si privatizzo'. Il ritorno di questa tesi e' preoccupante: temo che nella prossima legislatura si privatizzera' pochino.
Il programma non parla di privatizzazioni (tranne per l'accenno ricordato sopra) e sottolinea invece l'importanza delle liberalizzazioni. Tra queste e' indicata quella del mercato del gas dove, si dice, e' necessario introdurre piu' concorrenza. L'impegno e' tuttavia poco credibile avendo il governo Berlusconi spostato dal 2007 al 2013 l'obbligo per Eni di cedere Snam Rete Gas: finche' Eni possiedera' "il tubo" non vi potra' essere vera concorrenza.
Anche qui poco e nulla sulle privatizzazioni, in particolare nulla (sorprendentemente) sul tema della Cassa depositi e prestiti, lo strumento che il ministro Tremonti vorrebbe utilizzare per "privatizzare" seguendo il modello delle super-holding di Guariniana memoria, sebbene il progetto di Tremonti non appaia nel programma della Cdl.
Il tema delle liberalizzazioni e' trattato in modo molto esteso, soprattutto, ma non solo, per quanto riguarda le professioni e attivita' quali taxi e farmacie. Per le professioni tuttavia, il programma non si spinge fino al punto di proporre l'abolizione degli ordini.
A mio parere il documento finora piu' chiaro che l'Unione ha prodotto su questi temi non e' nel programma, bensi' nell'intervista che Romano Prodi rilascio' al Sole 24Ore in agosto e nella quale delineo' un progetto molto articolato e assolutamente condivisibile di riforma delle Autorita' (1).
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.lavoce.info.