[ l k v . i t ]
Professionalita' dei magistrati tra riforma Castelli e proposte dell'Unione
20-03-2006
Carlo
Guarnieri
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Le elezioni si avvicinano e le polemiche sulla giustizia non si placano, cosi' come non si placa l'insoddisfazione per l'eccessiva durata dei processi e per la qualita' stessa delle decisioni giudiziarie. Anche se le deficienze della giustizia italiana hanno molti padri, la qualita' dei giudici e' un fattore fondamentale. Peraltro, la legislatura si e' chiusa con il varo di un'ambiziosa riforma dell'ordinamento giudiziario. Che impatto avra'? Che ci possiamo aspettare se al Governo restera' l'attuale maggioranza o se invece vi andra' l'opposizione?

Un confronto con l'Europa

Per analizzare, in modo necessariamente sommario, la situazione abbiamo comparato l'assetto italiano, prima e dopo la riforma del ministro Castelli, con alcuni paesi dell'Europa continentale: Danimarca, il cui sistema giudiziario gode sistematicamente del livello di fiducia piu' elevato in Europa, Germania e Paesi Bassi, entrambi con livelli di fiducia elevati, Francia e Spagna, sistemi molto simili a quello italiano e caratterizzati da un livello di fiducia piuttosto basso, anche se superiore al nostro. (vedi tabella 1)

Dal confronto emergono alcuni dati interessanti. (vedi tabella 2)

Innanzitutto, l'investimento italiano nella formazione iniziale e' stato, fino ad oggi, piuttosto limitato: come si puo' notare, i paesi con i piu' elevati livelli di fiducia sono anche i paesi che vi dedicano maggior tempo. Nel caso dei Paesi Bassi si arriva a ben sei anni. L'Italia e' poi l'unico paese dove non si ricorre in alcun modo al reclutamento laterale, cioe' al reclutamento di giuristi dotati di qualche esperienza professionale. Questo fatto, insieme alla scarsa durata della formazione iniziale fa si' che le capacita' professionali dei magistrati italiani al momento dell'entrata nel corpo siano probabilmente inferiori a quelle dei colleghi degli altri paesi europei. Quanto poi alle verifiche successive, i dati ci segnalano i limiti dell'Italia. Solo da noi, infatti, la carriera - le eventuali promozioni a posizioni "superiori" o gli avanzamenti economici - e' regolata esclusivamente dall'anzianita' di servizio. Negli altri paesi gli strumenti di verifica sono vari, ma tutti presentano alcune caratteristiche. Sono selettivi: le promozioni sono almeno in parte a numero chiuso. Si basano anche su una valutazione della concreta attivita' lavorativa e vedono coinvolti piu' attori: i capi degli uffici, le rappresentanze dei magistrati e gli stessi ministri della Giustizia. Molto meno frequente e' il ricorso ai concorsi o agli esami interni.


La riforma Castelli

La riforma Castelli si propone di correggere questa situazione. La parte migliore e' probabilmente quella sul reclutamento iniziale. Anche se saranno necessari alcuni aggiustamenti, e' positivo il progetto di allungare la fase di formazione, sia con un periodo presso la nuova scuola della magistratura sia richiedendo per il concorso iniziale titoli ulteriori rispetto alla laurea in giurisprudenza. Diverso e' il discorso per il resto. Nulla si dice sul reclutamento laterale che rimane nel nostro ordinamento off limits. Le verifiche di professionalita' sono invece affidate a un sistema di concorsi interni che e' stato oggetto di molte, e giustificate, critiche. I concorsi previsti sono troppi – una ventina - e troppo complesse sono le modalita' di svolgimento, con la probabile conseguenza che la loro attuazione sollevera' non pochi problemi. Inoltre, si tratta di concorsi basati per lo piu' su esami. Anche se la legge prevede che le prove dovranno essere pratiche e che le commissioni di concorso dovranno tenere conto dell'attivita' del magistrato, vi e' il forte rischio che, alla fine, non siano valutate le effettive capacita' professionali, ma solo le conoscenze piu' o meno astratte del diritto, come purtroppo avveniva in passato.


E dopo il 9 aprile?

Se la Casa delle liberta' verra' riconfermata, assisteremo probabilmente al tentativo, alquanto arduo, di mettere in pratica la riforma Castelli. Del resto, nel programma del centrodestra l'unica chiara riforma indicata e' la separazione delle carriere, un obiettivo per certi versi condivisibile, ma che poco c'entra con la valutazione della professionalita' o con il miglioramento dell'organizzazione giudiziaria.

Quanto all'Unione, il suo programma dedica ampio spazio - trenta pagine - alla giustizia. Si sottolinea ripetutamente la necessita' di intervenire sull'organizzazione della giustizia per ridurre i tempi dei processi. Anzi, lo sviluppo di una "cultura dell'organizzazione" e' indicato come uno degli obiettivi principali dell'azione di governo. E' un obiettivo di grande rilievo, per troppo tempo trascurato. Peccato, che si resti a un livello molto generale. Ad esempio, nulla si dice sul reclutamento laterale ne' sulla selezione iniziale, a parte l'abolizione del test psico-attitudinale. Quanto alle verifiche di professionalita', i riferimenti sono alquanto generici e non sembrano discostarsi granche' dalla situazione esistente. E' probabile che la necessita' di mediare fra posizioni differenti abbia facilitato una certa genericita'. Percio', per avere indicazioni piu' concrete, dovremo vedere un eventuale governo dell'Unione all'opera.


Tabella 1: Percentuale di intervistati in Stati della Unione Europea che dichiara di avere fiducia nel proprio sistema giudiziario

  2003 primavera 2003 autunno 2004 primavera 2004 autunno 2005 primavera Media
Danimarca 80 79 76 79 83 79,4
Germania 60 55 56 58 58 57,4
Paesi Bassi 62 50 49 57 65 56,6
Spagna 43 41 47 45 47 44,6
Francia 43 39 42 39 53 43,2
Italia 44 41 46 35 43 41,8
UE-15 51 47 48 48 53 49,4

Fonte: Eurobarometro nn. 59,60,61,62,63 (http://europa.eu.int/comm/public_opinion/index_en.htm)


Tabella 2: Formazione e professionalita' dei magistrati in alcuni paesi dell'Unione Europea

  Durata complessiva della formazione iniziale (mesi) Reclutamento laterale Valutazione della professionalita'
Danimarca 36 Si Capi + commissione nazionale + ministro
Paesi Bassi 72 Si Capi + consigli giudiziari + consiglio giudiziario nazionale + ministro
Germania 60 (24+36) Si Capi + consigli giudiziari + ministro
Francia 31 Si Capi + commissione di avanzamento + ministro + Csm
Spagna 16 Si Per anzianita' o esami + Cgpj
Italia 2005 18 No Per anzianita' + Csm
Italia con la riforma Castelli 48 (24+24) No Concorsi per titoli e/o esami + Csm

Fonte: M. Fabri, P.M. Langbroek, H. Puliat (eds.), The Administration of Justice in Europe: Towards the Development of Quality Standards, Bologna, Irsig-Cnr, 2003; G. Di Federico (ed.), Recruitment, Professional Evaluation and Career of Judges and Prosecutors in Europe, Bologna, Irsig-Cnr, 2005. (http://www.irsig.cnr.it/libri.htm)


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.lavoce.info.


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