Metteteci nella condizione di competere, a vincere ci pensiamo noi.
Con queste parole Luca Cordero di Montezemolo ha sintetizzato la preghiera che tutti gli imprenditori rivolgono a chi sara' chiamato a governare. «Non cerchiamo sconti, non vogliamo assistenzialismi», aveva raccomandato venerdi' Andrea Pininfarina aprendo il convegno di Confindustria. Date all'impresa «il giusto ruolo», ha aggiunto il presidente degli industriali sabato. Il problema delle imprese e' sempre lo stesso. Manca competitivita' non perche' loro, le imprese, non siano state in grado di innovare o non abbiano il coraggio di affrontare mercati nuovi, ma perche' sono frenate da mille lacci e lacciuoli, gli stessi che quasi trent'anni fa denuncio' il presidente di Confindustria di allora, Guido Carli.
Per uscire dalla crisi, che e' strutturale, e quindi non puo' essere affrontata con strumenti congiunturali, Confindustria ha intenzione di avviare una forte iniziativa assieme alle altre organizzazioni imprenditoriali. Una profonda revisione del sistema fscale e contributivo che premi chi vuole competere. Il senso dell'operazione e' stato gia' chiarito da tempo. Sabato il presidente degli industriali lo ha solo ricordato. «Vogliamo abbattere fino a 10 punti di pressione fiscale e contributiva - ha spiegato - non per avidita', ma per dare una scossa, come terapia d'urto per far ripartire il mercato».
Il come farlo, le tecnicalita', non rappresentano un problema. Montezemolo ha indicato due strade percorribili, una diversa distribuzione del carico fiscale e contributivo sulle diverse categorie e uno spostamento dal carico fiscale diretto a quello indiretto, un incremento dell'iva che aiuti tutte le aziende, ma penalizzi le importazioni. E gli imprenditori sono pronti anche a metterci del loro, a rivedere tutto il sistema dei trasferimenti alle imprese, perche' ci siano «meno aiuti per alcuni, meno tasse per tutti».
Ma e' la politica che deve realizzare tutto cio'. «Ci serve una stagione di riforme che faccia ripartire la macchina», ha detto Montezemolo, piu' liberalizzazioni, meno burocrazia, meno localismi, quelli che «ci stanno uccidendo con i loro no». Il presidente degli industriali ne e' convinto. «La crisi e' strutturale, ma non e' irrimediabile», ha detto. Dura da troppo tempo, e' vero, ha osservato, ma «possiamo farcela». Il messaggio di fiducia e' esplicito, importante e' farlo arrivare a chi deve intendere. «La politica - ha detto Montezemolo - e' stata all'altezza delle necessita' nei momenti piu' drammatici: adesso deve esserlo anche nei momenti normali».
Con il presidente del Consiglio nessuna polemica diretta. Ma sull'intervento del premier alla convention confindustriale il commento e' gelido: «Ho troppo rispetto, come cittadino e come presidente di Confindustria, per le istituzioni e in particolare per quella di presidente del Consiglio, per fare qualsiasi commento».
Importante e' che la politica non chieda dei prezzi che le imprese e gli imprenditori non sono disposti a pagare. Noi, ha chiarito Montezemolo, «siamo autonomi, i collateralismi non ci porterebbero lontano. Per questo non facciamo e non faremo sconti e, pur nel massimo rispetto per chi si accolla il gravoso compito di governare, non promettiamo a nessuno di astenerci dal giudicare. Non staremo zitti. Confindustria - ha chiarito - e' nella politica, ma lontano dai partiti».
Bisogna aiutare il mondo produttivo a essere piu' competitivo. E questo risultato e' possibile solo se si riesce ad avere piu' concorrenza. «Cosi', solo cosi', si esce dai rischi del declino. E invece - ha stigmatizzato il presidente di Confindustria - vedo risse e comportamenti scorretti. Ma se non siamo competitivi non e' per una tara genetica».
Un appello forte alla politica, agli industriali, a tutti gli imprenditori. Ma anche al sindacato che, ha detto Montezemolo, «non puo' stare alla finestra, perche' la competitivita' delle imprese e' un bene di tutti, non un interesse di parte». Il sindacato, ha aggiunto, «non puo' rispondere sempre che c'e' qualcosa di piu' urgente, perche' cosi' abbiamo perso tempo prezioso». Alle aziende, ha detto, serve piu' flessibilita', piu' accordi certi e applicabili, come avviene gia' in altri Paesi. Buone relazioni industriali sono un valore - ha insistito - la concorrenza non e' il contrario della solidarieta'».
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.