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La famiglia nei programmi elettorali
06-03-2006
Daniela
Del Boca
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Nonostante la rilevanza e la centralita' della famiglia nella societa' italiana, gli aiuti alle famiglie sono stati finora scarsi e frammentari, tra i piu' bassi in Europa.

Il sistema di welfare italiano prevede infatti sostegni economici ancorati a particolari posizioni nel mercato del lavoro e assegnati agli individui a seconda della loro condizione economica, mentre sono lasciate senza sostegno adeguato le fasce piu' giovani.

Le principali differenze tra le proposte dell'Unione rispetto a quelle formulate dalla Casa delle liberta' riguardano le famiglie con figli. In particolare, i programmi delle due coalizioni differiscono per 1) la natura del sostegno: monetario o fornitura diretta di beni e servizi , 2) il carattere: occasionale o di natura piu' strutturale), 3) il carattere universale o categoriale: solo per lavoratori dipendenti o per tutti i lavoratori 4) l'orizzonte temporale: una tantum o sostegno di lungo periodo.


Programmi a confronto

Nel programma di Prodi, oltre ai sostegni monetari alle famiglie (2.500 euro per i primi tre anni) sono previsti anche servizi in natura: creazione di tremila asili pubblici. Questo e' forse l'aspetto di maggior differenza dalle proposte Cdl, che invece privilegia le prestazioni monetarie (bonus bebe' e quoziente familiare). L'obiettivo di un espansione degli asili e' aumentare gli aiuti alle famiglie senza scoraggiare, anzi facilitando, la conciliazione lavoro-figli delle donne. Un maggior numero di asili nido implica anche maggiori opportunita' di lavoro.

L'assegno di 2.500 euro per i primi tre anni ha natura strutturale al contrario del bonus bebe' per il 2005 e 2006, introdotto nell'attuale legislatura e che si e' aggiunto agli altri spezzoni di sostegno alle famiglie con figli. Infatti, la proposta dell'Unione implica per i beneficiari una semplificazione e una riunificazione degli assegni familiari, di quelli per nuclei con tre o piu' figli, e delle deduzioni Irpef per i figli.

Sul piano dei costi la proposta di assegno dell'Unione ha un costo stimato di 790 milioni di euro al primo anno, non molto superiore a quello del bonus una tantum diposto dalla ultima Finanziaria.

L'assegno ha inoltre carattere universale - si rivolge sia ai lavoratori dipendenti che agli autonomi - e mira ad effetti redistributivi - varia con il reddito e quindi premia in misura maggiore le famiglie con redditi bassi e medi.

In contrasto l'intervento a sostegno dei redditi familiare proposto dalla Casa delle liberta' , il quoziente familiare, non riconosce i costi notevoli delle famiglie in cui si lavora in due, crea distorsioni a sfavore delle famiglie bi-reddito e scoraggia le scelte lavorative del coniuge con reddito piu' basso. Questo effetto e' poco auspicabile in un paese che ha gia' bassissimi tassi di partecipazione femminile e poco coerente con gli obiettivi di Lisbona.

Infine a differenza dei bonus bebe' una tantum, il contributo proposto da Prodi prevede un arco temporale che continua fino alla maggiore eta': allarga cosi' l'orizzonte temporale del supporto fino a diventare una forma di "reddito minimo" per i giovani lasciati fuori dalla rete di sostegni. E ricorda il Child Trust Fund britannico in quanto permette alle famiglie di avere una dotazione iniziale da investire per il futuro del figlio.



Allegati
Il programma dell'Unione pdf - 634,68 KB -
Il programma della CdL pdf - 86,86 KB -


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.lavoce.info.


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