Il ministro: subito fusioni bancarie e piu' tutela per chi si difende. "Piu' forti contro scalate straniere".
Il governatore di Bankitalia: "Ci sono mire estere su di noi".
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti trasforma il Cicr nel trampolino per rivoluzionare la politica sul mondo bancario. La riunione di ieri del Comitato interministeriale del Credito e del risparmio e' servita sia ad un chiarimento sull'applicazione della legge sul risparmio, sia all'annuncio di una possibile revisione della legge sull'Opa per renderla piu' in linea con la direttiva europea e le leggi negli altri paesi dell'Ue. "Oggi abbiamo la legge piu' market oriented d'Europa ed e' tutelato piu' chi attacca rispetto a chi si difende da una scalata" ha esordito il Tremonti. Il risiko bancario e' al centro delle preoccupazioni del ministro, non a caso il momento piu' importante della riunione e' stata la relazione del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, (per lui un debutto in questa veste al Cicr) che ha confermato "il forte interesse degli istituti stranieri per le banche italiane".
Tremonti parlando "piu' da politico piu' che da ministro" spiega: "Dobbiamo rispondere in termini di sistema, che non significa tornare al protezionismo oppure all'eccesso di regolamentazione con cui prima la Banca d'Italia tentava di difendere le proprie banche. Dobbiamo avere piu' concentrazioni Italia su Italia ma anche la nostra normativa sull'Opa e' fuori gioco. Ritengo che si debba tener conto di quello che succede nel mondo con una logica di reciprocita'". E secondo le indiscrezioni anche su questo punto Draghi non sarebbe contrario a rivedere la "sua" legge sull'Opa, ma concepita dieci anni fa.
Lo conferma il ministro Claudio Scajola: "Ho trovato un governatore molto preparato che e' entrato nel suo ruolo. Vi e' stata un'assoluta condivisione sulla linea di azione di governo di questo mondo finanziario in questo periodo agitato". La posizione interventista si riflette anche nella difesa del Cicr fatta da Tremonti: "E' fondamentale per la difesa del risparmio: e' servito e servira' al ministro" - dice ricordando quanto gli sia stato utile ai tempi dei crack Cirio e Parmalat - "senza il Cicr la Banca d'Italia era intoccabile, la Consob non competente, quindi veniva fuori che, alla fine, responsabile era il ministro". Anche se sara' un organo che tiene conto di un sistema di vigilanza che vede anche Consob e Antitrust affiancare Banca d'Italia. Anche se e' una rivoluzione ancora da costruire, viste le numerose difficolta' applicative della legge sul risparmio.
La Consob e' riuscita a vincere le resistenze dello stesso Tremonti e potrebbe, tempi tecnici di fine legislatura permettendo, ottenere un periodo transitorio di un anno per l'emanazione dei regolamenti necessari. L'unica determinazione di ieri e' sulla bozza che definira' quali sono i "conti correnti dormienti" che andranno a alimentare un fondo di risarcimento per le vittime dei crack. Non si e' parlato invece della riforma di Bankitalia che oggi non sara' affrontata neanche dal Consiglio superiore dell'Istituto.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.