[ l k v . i t ]
Il matrimonio impossibile tra Microsoft e l'open source
22-02-2006
Gianni
Rusconi
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Lo "strano" rapporto fra il gigante di Redmond e l'open source ha, fra le tante possibili, due facce: quella delle aperture dei codici dei propri software che Microsoft ogni tanto concede alla comunita' degli sviluppatori (e a qualche istituzione selezionata) e quella che ha le sembianze degli organismi dell'autority di Bruxelles.


La spada di Damocle delle multe multimiliardarie che la Commissione Ue minaccia a intervalli piu' o meno frequenti ha infatti, da anni, il potere di rendere piu' disposti al dialogo i legali di Bill Gates quando si tratta di trovare delle soluzioni che in qualche modo possano scongiurare la posizione monopolistica delle piattaforme Windows: la societa' americana, lo ricordiamo, ha violato le norme antitrust esercitando una posizione dominante per competere in modo non equo contro altri fornitori e nel marzo del 2004 e' scattata la sanzione di Bruxelles (multa di 497 milioni di euro), contro cui Microsoft e' ricorsa in appello (a fine aprile e' convocata l'udienza definitiva). La mossa che ha attirato l'attenzione mediatica mondiale a cavallo della fine dell'anno e' stata l'offerta di Microsoft di rilasciare i codici sorgenti di una (piccola) porzione di Windows Server confermando la volonta' di "rendere disponibile a tutti la proprieta' intellettuale di maggior valore". L'immediata risposta partorita dai piu' agguerriti concorrenti e dalla quasi totalita' della comunita' open source si commenta sa sola: i sorgenti "liberati" sono parziali e accessibili tramite licenze troppo restrittive e possono essere utili solo a chi (come il progetto Samba) sviluppa software per la condivisione di file e stampanti fra piattaforme Unix e ambienti operativi Windows. Neppure la recente integrazione "nativa" del linguaggio di scripting aperto IronPython 1.0 (rilasciato in versione Beta 1) all'interno di .Net, cosi' da rendere facilmente accessibili le librerie di programmazione del framework tanto strategico per Microsoft a tutti gli sviluppatori Python (soliti a lavorare in ambiente Unix, Macintosh e Linux) ha convinto del resto piu' di tanto gli addetti ai lavori. In poche parole, l'open source (inteso come totale apertura dei codici fonte del software) targato Microsoft e' tutto da venire anche se a Redmond la pensano naturalmente in modo differente. E ogni pubblica occasione, e le udienze Ue ne sono un esempio, e' buono per ribadirlo.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.


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