Presentati a Roma al ministero del Welfare due progetti per migliorare la qualita' dei servizi e l'integrazione dei processi di internazionalizzazione del mercato del lavoro.
Il primo riguarda la cooperazione tra istituzioni e strutture tecniche di Paesi del Mediterraneo, Est europeo e Asia per migliorare l'efficienza dei servizi finalizzati alla mobilita' internazionale dei lavoratori, mettendo a punto strumenti di formazione e selezione dei lavoratori all'estero. La seconda iniziativa vuole sviluppare un'azione sperimentale per rafforzare i servizi di formazione e il lavoro degli italiani all'estero presenti in tre Paesi dell'America Latina, con lo scopo di favorire una maggiore integrazione con il mercato del lavoro italiano.
I progetti si inseriscono nel contesto del mercato italiano del lavoro nel quale si calcola che nei prossimi 15 anni si registrera' un calo di ben 4,5 milioni di popolazione in eta' da lavoro. Attualmente gli stranieri rappresentano circa il 4,5% della popolazione lavorativa, con picchi in alcuni settori del 40 per cento. Se da una parte, dunque, si registra una crescente necessita' di manodopera immigrata, dall'altra il ministero segnala l'esigenza di migliorare e qualificare la programmazione dei flussi, di contrastare gli ingressi clandestini, sviluppando sempre piu' la rete di accompagnamento al lavoro. «Le iniziative dimostrano che l'atteggiamento del Governo verso l'immigrazione - dice Roberto Maroni, ministro del Welfare - non e' di chiusura pregiudiziale, anche rispetto a quei Paesi dove in questi giorni si e' registrata una forte polemica. La legge Bossi-Fini sull'immigrazione ha come principio la liberta' di ingresso per tutti, ma a certe condizioni, e questo per facilitare l'integrazione per i cittadini che vengono da Paesi culturalmente lontani».
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.