Il freddo, il forte incremento della domanda, il taglio di gas dalla Russia hanno spinto il Governo ad approvare il decreto legge per mettere sotto controllo l'emergenza gas.
La parziale chiusura dei rubinetti russi ha dato un colpo d'acceleratore all'esaurimento delle scorte di stagione di metano, con prelievi dalle riserve strategiche fra i 100 e i 120 milioni di metri cubi al giorno. Il decreto legge tampone, gia' approvato dal Senato il 15 febbraio 2005, e' all'esame dell'aula della Camera per ottenere il via libera definitivo. Una misura tampone alla crisi strutturale dell'approvvigionamento di gas naturale. Le misure d'urgenza attivate finora - massimizzazione delle importazioni e della produzione naturale di gas naturale, interruzione delle forniture a particolari classi di clienti, sostituzione nei casi previsti del gas naturale con altri combustibili - sono risultate insufficienti a garantire l'affidabilita' e la sicurezza del sistema nazionale del gas naturale.
Il decreto legge, quattro articoli in tutto, ha autorizzato il riavvio, fino al 31 marzo 2006, degli impianti di produzione di energia elettrica, con potenza termica nominale superiore a 300 MW, alimentabili a olio combustibile senza zolfo o a basso tenore di zolfo. Il Ministero delle Attivita' produttive, con i dicasteri dell'Ambiente e della Salute, possono concedere un'autorizzazione temporanea all'esercizio di questi impianti, facendo ricorso all'olio combustibile a bassissimo tenore di zolfo o, in casi estremi, ad alto tenore di zolfo. Il decreto prevede l'obbligo in capo alla Terna Spa di effettuare il dispacciamento prioritario di tutti gli impianti che utilizzano olio combustibile, fermo restando il dispacciamento prioritario in relazione agli impianti che generano energia elettrica da fonti rinnovabili. Gli impianti a olio combustibile, inoltre, sono assimilati agli impianti essenziali per la sicurezza del sistema elettrico nazionale, inseriti nel programma di utilizzo inviato settimanalmente ai ministri competenti e all'Autorita' per l'energia. Quest'ultima e' stata incaricata di definire i corrispettivi che dovranno essere riconosciuti per reintegrare i maggiori costi di generazione sostenuti, che devono contenere anche gli oneri delle compensazioni ambientali. L'olio, infatti, costa di piu' delle altre fonti energetiche.
Il commissario europeo all'energia Andris Piebalgs ha denunciato le difficolta' dell'Unione europea per l'emergenza energetica e ha ribadito la necessita' che la liberalizzazione sia compiuta a livello europeo per consentire un superamento delle posizioni dominanti di alcuni operatori. Il Commissario ha anche rilevato la necessita' di creare un sistema di sicurezza per gli approvvigionamenti che dia una soluzione ai problemi emersi nell'ultimo periodo. Fra le altre in Italia la scorsa settimana l'Antitrust ha comminato una sanzione da 290 milioni di euro all'Eni, operatore leader nel settore del gas italiano, per abuso di posizione dominante, per aver tardato i lavori e gli investimenti previsti per l'ampliamento del gasdotto algerino, utile a garantire la sicurezza energetica del Paese. Secondo l'Antitrust questo sottrarra' agli italiani da qui al 2008 ben 9,8 miliardi di metri cubi di metano.
In base alle misure di emergenza (olio al posto del gas nelle centrali elettriche e limiti di temperatura e di orario nel riscaldamento di case e uffici) l'Italia risparmia circa 20 milioni di metri cubi al giorno. I consumi nazionali sono attualmente al di sotto dei 370 milioni di metri cubi al giorno, contro i 440 milioni dei picchi di meta' gennaio nelle giornate piu' fredde.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.