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Campus italo-cinese al via a Shangai
20-02-2006
M. Do.
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Un campus universitario italo-cinese con sede a Shanghai frequentato da studenti di entrambi i Paesi, con corsi di ingegneria ed economia a partire dal settembre 2006.


Il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti e il suo collega cinese Zhou Ji hanno firmato oggi nella sede milanese di Assolombarda un accordo che consentira' la collaborazione tra l'universita' Bocconi, la Luiss, i politecnici di Milano e Torino e gli atenei cinesi Tongji e Fudan entrambi con sede a Shanghai. «L'obiettivo - ha illustrato il ministro Moratti - e' quello, da una parte, di aiutare a preparare una classe dirigente che conosca il nostro mercato e possa quindi attrarre in Italia investimenti cinesi, e, dall'altra, preparare giovani italiani che abbiano conoscenza del mercato cinese e lo vedano come una grande opportunita' perche' in forte sviluppo».

Per essere ammessi alla nuova universita' i giovani cinesi dovranno aver dimostrato negli anni precedenti di studio capacita' superiori alla media. Le universita' Fudan e Tongji hanno gia' potuto scegliere i migliori studenti che hanno superato l'esame nazionale di ammissione all'Universita'. Tra questi verra' poi operata un’ulteriore selezione. Nell'area di ingegneria verranno attivati due corsi di primo livello (baccellierato) della durata di quattro anni per i cinesi e tre per gli italiani. I corsi saranno in italiano, cinese e inglese.

Nell'area dell'economia e del management i corsi saranno invece di secondo livello (master) con doppio titolo (laurea magistrale italiana e cinese). A regime e' previsto una partecipazione di 100-120 studenti l'anno, con un sostanziale equilibrio numerico tra studenti italiani e cinesi.

«La nascita dell'universita' italo-cinese - ha proseguito la Moratti - rappresenta l'evento piu' significativo nel campo dell'istruzione superiore nell'ambito delle iniziative per l'anno dell'Italia in Cina che si celebra proprio nel 2006». L'intesa, secondo il ministro, servira' a «favorire la convivenza pacifica tra i popoli e per il sostegno alle nostre imprese».

All'iniziativa hanno assicurato il loro sostegno anche Finmeccanica, Telecom Italia, Merloni, Fondazione Cariplo, Banca Popolare di Milano, Unicredit, Banca Intesa, Fiat, Mediaset e Fondazione Banca del Monte di Lombardia. Nel corso dell'ultimo anno le esportazioni italiane verso la Cina sono cresciute del 27% e l'interscambio ha registrato un +33 per cento. Il nostro Paese si colloca al terzo posto in Europa, dopo Germania e Francia, per gli scambi con la Cina.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.


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