La Banca Centrale Europea nel bollettino mensile valuta positivamente l'andamento dei conti pubblici nel 2005.
Ma e' minacciata dall'andamento dei prezzi del petrolio e dagli squilibri mondiali. La bolla immobiliare improbabile in Italia.
In diversi Paesi i conti pubblici del 2005 sono risultati migliori del previsto. E inoltre la ripresa economica e' in atto, e ci sono le condizioni perche' si rafforzi. Lo attesta la Banca Centrale Europea, nel bollettino mensile pubblicato oggi a Francoforte.
"Per quanto concerne la politica di bilancio, le informazioni recenti indicano per il 2005 un'evoluzione in certa misura migliore delle attese in diversi Paesi e nell'insieme dell'area dell'euro", si legge nel bollettino. Ma non e' il momento di adagiarsi sugli allori, tutt'altro: "I Paesi che presentano disavanzi eccessivi devono cogliere questa opportunita' per ridurre in maniera risoluta e durevole gli squilibri di bilancio", ammonisce Francoforte.
Ad aiutare anche i Paesi con i disavanzi piu' ampi, la ripresa in atto: "L'attivita' economica ha iniziato a rafforzarsi in maniera piu' generalizzata nella seconda meta' del 2005, e sulla base dei piu' recenti indicatori e dei risultati delle ultime indagini congiunturali sembra che tale andamento sia essenzialmente proseguito". Inoltre, "guardando al futuro, continuano a esistere i presupposti per il procedere dell'espansione economica nei prossimi trimestri".
Le prospettive di ripresa, spiega la Bce, sono tuttavia "ancora soggette a rischi al ribasso derivanti principalmente dalle incertezze riguardo l'andamento dei prezzi del petrolio e gli squilibri mondiali". Sull'andamento dei prezzi, la Bce ammonisce che "nel breve periodo, il tasso di inflazione potrebbe aumentare ancora lievemente, rispecchiando in particolare nuovi rincari dei beni energetici e alcuni effetti base".
Nel frattempo, la dinamica salariale "e' rimasta moderata negli ultimi trimestri e dovrebbe rimanere tale per il momento, rispecchiando in particolare le pressioni concorrenziali a livello mondiale". E inoltre, si legge ancora nel bollettino, "il consiglio direttivo vigilera' per assicurare che le aspettative di inflazione a lungo termine siano bene ancorate a livelli coerenti con la stabilita' dei prezzi".
La Bce dedica un approfondimento all'interno del bollettino anche alla questione dei prezzi degli immobili, e alla temuta "bolla immobiliare" (il crollo dei prezzi, atteso dopo anni di rialzi che molti analisti valutano come eccessivi). Nell'area euro il rischio di bolla immobiliare, secondo gli studiosi di Francoforte, e' maggiore in Spagna e Francia e minore in Italia.
Secondo la Bce l'aumento del valore degli immobili residenziali rispetto alle medie storiche puo' "essere considerato un timido segnale di rischio crescente di sopravvalutazione degli immobili residenziali dell'area". Sulla base di questo indicatore, il mercato e' sopravvalutato in Spagna, mentre non e' cosi' in Italia, Francia, e Paesi Bassi.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.