Scatta l'allarme rosso sul fronte del gas: gia' oggi, o al massimo domani, l'Italia sara' costretta a mettere mano alle proprie riserve strategiche per far fronte al taglio delle forniture dalla Russia che prosegue ormai da settimane e all'impennata dei consumi nella stagione invernale.
Anche ieri infatti non sono arrivati 12 milioni dei 74 milioni di metri cubi di gas previsto. Dei 5,1 miliardi di metri cubi stoccati per l'emergenza e' previsto un utilizzo di almeno 2 miliardi. Per i tecnici si trattera' di una situazione «gestibile senza problemi» e anche nel caso di picchi inattesi della domanda e' comunque pronto un piano di intervento. Il problema dell'uso di questo tipo di stoccaggi e' infatti legato alla pressione di estrazione dai giacimenti che diminuisce al calare delle quantita' immagazzinate. La pressione potrebbe essere infatti insufficiente nel caso si verificasse una domanda eccezionale e non preventivata. Per far fronte a questa eventualita' la Stogit, la societa' che gestisce gli stoccaggi, e' pronta a mettere in campo il meccanismo gia' utilizzato in passato dell'abbassamento della pressione di rete che aumenta quella dell'estrazione dai giacimenti. E, ancora, se questa misura non risultasse fosse risolutiva sono pronti gli interventi straordinari decisi da una direttiva messa a punto sabato scorso dal Ministro delle Attivita' Produttive Claudio Scajola. Si tratta in particolare del blocco temporaneo delle esportazioni di energia elettrica, della massimizzazione obbligatoria delle importazioni di energia elettrica e del distacco provvisorio dalla rete di grandi utilizzatori di gas, con la salvaguardia dei settori produttivi piu' sensibili.
Secondo il Presidente dell'Autorita' per l'Energia Alessandro Ortis per far fronte a emergenze di questo tipo serve uno sviluppo «significativo» della capacita' di stoccaggio. Occorre, ha spiegato in un intervento a Radio 24, «recuperare i ritardi e tutti sono chiamati a collaborare, compresi Eni, Stogit e gli altri operatori» e «creare delle alternative nell'import del gas: e' importante l'attuazione e la messa in servizio dei rigassificatori, come anche l'aumento della capacita' dei gasdotti, aggiungendone altri». Da un punto di vista tecnico, secondo il presidente dell'Autorita', «e' necessario aumentare la capacita' sia sul tratto tunisino che su quello russo». L'obiettivo «e' trasformare l'Italia da Paese dell'import a Paese del transito, candidandolo a diventare un hub europeo: e dobbiamo farlo in fretta, perche' non siamo i soli», basti pensare alla penisola iberica e ai Balcani. Il governo - ha aggiunto - ha gia' assunto provvedimenti e altri sono stati individuati», ha detto Ortis, assicurando che «tutto sara' fatto per difendere le utenze familiari». Sul fronte finanziario, «Eni deve scendere nella sua quota di proprieta' di Snam Rete Gas. Il controllo deve passare a Cassa Depositi e Prestiti e si deve dar vita ad un operatore svincolato dal controllo del gruppo Eni, che sia indipendente nella distribuzione. Si deve fare in fretta - ha aggiunto Ortis nel corso della trasmissione Vivavoce, «perche' gli operatori possano accedere senza discriminazioni di sorta» e per «distinguere tra le attivita' liberalizzate della produzione e della vendita, quindi a monte e a valle, e quelle relative alle reti: gli indirizzi assunti in sede europea e nel nostro Paese sono assolutamente da perseguire». Insomma, ha spiegato, va fatto per il gas «quanto e' stato fatto per il settore elettrico con Terna».
Intanto secondo Milano Finanza l'Eni rischia una maximulta tra 150 e 180 milioni di euro da parte dell'Antitrust per abuso di posizione dominante nel mercato del gas. La stangata, scrive il quotidiano, dovrebbe arrivare gia' domani. Nel mirino dell'Autorita' della Concorrenza sarebbe finita in particolare l'attivita' del colosso del cane a sei zampe sul gasdotto algerino Ttpc sul quale sarebbe stato impedito ai concorrenti di trasportare gas dall'Algeria pari a 6,5 mld di metri cubi. Lo scorso 17 gennaio l'amministratore delegato del colosso petrolifero, Paolo Scaroni, si e' presentato nella sede dell'Antitrust per l'audizione finale. In quell'occasione la compagnia ha ribadito l'impegno a potenziare la capacita' di trasporto sia sulla direttrice algerina, sia su quella russa. La contromossa non sembra pero' aver convinto gli uffici del garante, che possono chiedere una multa che puu' arrivare fino al 10% del fatturato Eni nel mercato di riferimento.
Sarebbe infine in dirittura di arrivo l'accordo per il Galsi, il gasdotto algerino che passando dalla Sardegna arrivera' sulle coste della Toscana. In un'intervista al Sole 24 Ore il ministro dell'Energia algerino, Chebik Khelil, ha assicurato che l'intesa arrivera' «entro due mesi» e «alla fine del 2006 cominceranno i lavori: in tre anni, con 1400 chilometri di tubi, trasporteremo 10 miliardi di metri cubi di gas».
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.