Fassino chiedera' nuove regole.
Dopo la vicenda di Consorte & C, la Quercia si interroga e si divide. Angius: "Nulla di cui pentirci". Correntone e liberal: "Discutiamo".
Sul tavolo della direzione della Quercia, convocata subito dopo le feste, l'11 gennaio, Piero Fassino trovera' la questione del regolamento per le candidature alle politiche. Quote rose, decadenza dei parlamentari con due legislature alle spalle (salvo eccezioni), norme per il finanziamento della campagna, ma nella riunione della "ripresa" il segretario medita soprattutto di lanciare la controffensiva della Quercia sulla "questione morale".
A Vannino Chiti, il coordinatore ds, prima di partire per un periodo di vacanza in Messico, il leader ha affidato il compito di "presidiare" la piazza scossa dalle polemiche, ma anche di cominciare a uscire da una linea giudicata a questo punto troppo attendista. Il numero due della Quercia prepara cosi' il terreno all'attesa mossa del segretario: dallo scandalo Unipol si esce con nuove regole nei rapporti tra partiti e affari.
Vale per i Ds ma anche tutto il resto dell'Unione, a cominciare dalla Margherita di Rutelli che rivendica la paternita' della nuova "questione morale". Una mossa che potrebbe prendere in contropiede l'ala del partito, raccolta attorno a Massimo D'Alema, che vorrebbe invece mantenere la linea della fermezza, senza aperture o ripensamenti che rischiano di assumere il valore di un'autocritica. E sulla vicenda Unipol - e' la loro tesi - il partito non ha colpe di cui giustificarsi.
Chiedono invece un confronto a tutto campo la componente di Salvi, il correntone e i "liberal".
"Ma di che cosa mai ci si vuole accusare?" chiede il capogruppo al Senato Gavino Angius. "Se di collateralismo con l'Unipol, il fatto non sussiste. Se, come qualcuno si e' spinto a ipotizzare, di fondi ricevuti per ripianare i debiti del partito, allora e' un'infamia che grida vendetta". L'Opa sulla Bnl era ed e' legittima, tanto e' vero che e' stata appena rilanciata dall'Unipol, "ma cinque mesi la societa' di assicurazioni sta ancora aspettando la risposta dalle autorita' di vigilanza". E l'Unipol "sta reagendo bene" al ciclone che l'ha investita. Consorte? "Rispondera' alla magistratura, se ha commesso reati". E per il presidente dei senatori della Quercia non c'e' dubbio percio' che sulla graticola il suo partito sia finito solo per ragioni di guerra politica: "Non chiamiamolo complotto, se la parola non piace, ma nessuno parla del centrodestra realmente sotto inchiesta ma soltanto dei Ds, che non sono accusati".
Sulla stessa lunghezza d'onda e' anche Massimo Brutti, uno degli esperti di giustizia del partito: "Coinvolti dall'inchiesta, nel centrodestra, risultano un ministro, due sottosegretari, un presidente di commissione. Con uno di questi personaggi indicato come gran collettore di finanziamenti". Eppure, spiega ancora il vicepresidente ds a Palazzo Madama, tutti i riflettori sono puntati contro la Quercia, "una caricatura di questione morale, ma noi coda di paglia non ne abbiamo".
Servira' allora una riflessione nel partito, come quella che potrebbe aprirsi nelle prossime settimane? Per Brutti si', ma per discutere di certi "comportamenti sconcertanti" di Consorte e di "regole piu' stringenti" per le coop: devono conservare una "diversita' di struttura e di comportamenti", non per ideologia ma per operare bene sul mercato.
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.repubblica.it.