Alitalia potrebbe essere costretta a cancellare o ritardare oggi, lunedi' 23 gennaio, 250 voli sulla scia delle proteste dei lavoratori della compagnia che bloccano le operazione di manutenzione degli aereomobili.
Mentre e' chiusura totale da parte del governo a qualsiasi ipotesi di trattativa con i dipendenti della compagnia aerea. «La nuova Alitalia che potrebbe rinascere da un fallimento non rappresenta un dramma. Se Alitalia continua di questo passo perdendo quote di mercato e passeggeri, bloccando i voli come sta accadendo in queste ore, si andra' inevitabilmente incontro alla chiusura», afferma in un'intervista a La Repubblica il ministro del Welfare, Roberto Maroni. In vista dell'incontro tra sindacati e governo di mercoledi', il ministro ribadisce senza mezzi termini: «Da parte del governo non c'e' alcuna apertura soprattutto se si pensa di chiedere altri soldi». «E' un capitolo chiuso - prosegue - Bruxelles ci ha messo nel mirino e attende un qualunque passo falso dopo aver dato il via libera sofferto al prestito ponte». Secondo Maroni dal momento che «non compete al governo entrare nei dettagli del piano industriale di Alitalia», la riunione di mercoledi' serve al sindacato per allungare i tempi. «Dal momento che il piano cosi' com'e' non piace ai sindacati, questi - spiega - intendono chiedere all'esecutivo di intervenire e di bloccarlo, sfiduciando il vertice e quindi Cimoli in modo da guadagnare qualche mese e tirare avanti». Questa pero', secondo il ministro, e' «una scelta sbagliata che non fara' altro che portare Alitalia dritta verso il fallimento. Con le agitazioni - aggiunge infatti - non si va molto lontano. Alla fine di questo percorso si entra diritti in Tribunale». Maroni conferma poi la fiducia ai vertici dell'azienda. «Io - afferma - do' fiducia a questo management, anche se ho criticato piu' volte Cimoli. Quello dei sindacati resta a mio avviso un attacco strumentale: dietro la protesta si cela il tentativo di tornare ai tempi dell'Iri». Per far rinascere una compagnia in crisi e farla competere «davvero» sul mercato secondo il titolare del Welfare «c'e' bisogno di rifondarla rendendola piu' snella , magari puntando a sinergie con vettori piu' piccoli e coinvolgendo in questi rilancio le Regioni, Lazio e Lombardia, che hanno gli scali piu' importanti». Per i lavoratori che rischiano il posto di lavoro Maroni ipotizza una soluzione tipo quella presentata alla Fiat. «Potremmo mettere in campo dei sostegni al reddito - dice- occorre pero' prendere certe decisioni in fretta».
il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.