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L'Asia traina la fiducia, l'Europa a piccoli passi
25-01-2006
Massimo
Donaddio
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Aumenta in tutto il mondo la fiducia dei consumatori nelle potenzialita' delle proprie economie, nelle possibilita' di impiego e nella situazione finanziaria personale.


A sostenerlo e' la Worldwide Consumer Confidence Survey, l'indagine semestrale condotta da ACNielsen in 42 Paesi in tutto il mondo. Il valore dell'indice ACNielsen che registra la fiducia dei consumatori sale infatti dalla media di 92 punti del maggio 2005 ai 98 punti di novembre 2005.

A livello generale emerge un consistente aumento di fiducia dei consumatori dell'area Asia-Pacifico e di quelli nordamericani, mentre quelli europei appaiono un po' piu' cauti sulle potenzialita' dell'economia del Vecchio Continente. Da un capo all'altro della classifica troviamo i consumatori indiani (i piu' ottimisti) e quelli portoghesi (i piu' pessimisti). Da una parte, infatti, l'India continua a svilupparsi intensamente sia dal punto di vista economico che sociale (con una crescita che supera l'8% e un conseguente aumento di capacita' di spesa da parte delle famiglie), dall'altra il Portogallo attraversa una crisi economica che lo ha visto finire all'ultimo posto trai 15 dell'Unione europea - superato quest'anno anche da tre nuovi membri come Slovenia, Malta e Repubblica Ceca - e una crescita di appena lo 0,3% contro una media Ue dell'1,5 per cento.

Per quanto riguarda la fiducia dei consumatori europei nel loro complesso, il dato appare di tre punti sotto la media mondiale, anche se l'indagine sottolinea alcuni segnali di ripresa. Sono ottimisti gli irlandesi, i norvegesi e i danesi, mentre gli altri europei si mostrano piu' dubbiosi. La maggior parte dei consumatori del Vecchio Continente, comunque, ritiene che la situazione economica non peggiorera', almeno a breve. Le sensazioni dei cittadini europei emerse dall'indagine ACNielsen, confermano inoltre le previsioni della Commissione Europea, che stimano un lento ma progressivo ritorno alla ripresa economica, a partire da quest'anno, con percentuali che dovrebbero raggiungere il 2,1% nel 2007 rispetto all'1,9% di quest'anno. Secondo la Commissione, inoltre, assisteremo ad una riduzione della disoccupazione nella zona dell'Euro dall'8,7% dell'anno scorso all'8,1% dei prossimi dodici mesi. A questo proposito, l'indagine ACNielsen rileva come la percezione di un miglioramento della situazione occupazionale nel prossimo futuro sia avvertita in Belgio, Olanda, Svezia, Finlandia e Spagna. La ricerca nota, sempre in campo europeo, come danesi, norvegesi e irlandesi siano tra i primi posti nel mondo quanto a ottimismo e fiducia nel futuro (grazie al buon andamento delle loro economie); diversamente, portoghesi, ma anche tedeschi e francesi appaiono tra i consumatori piu' pessimisti dell'intero pianeta.


Impiego e situazioni finanziarie personali

Sul fronte lavorativo e finanziario personale, l'indagine ACNielsen mette in rilevo l'ottimismo dei consumatori nordamericani, che prevedono, al 68%, di avere "buone" o "eccellenti" prospettive lavorative per i prossimi dodici mesi, contro il 54% del maggio 2005. Sulla stessa scia anche le valutazioni sulla situazione patrimoniale personale. Rimangono fiduciosi sull'impiego i consumatori irlandesi, anche se si mostrano piu' cauti sulla propria situazione finanziaria e sulla propensione a spendere. Il 49% degli interpellati afferma, infatti, di voler utilizzare le proprie risorse per saldare debiti pregressi.

Generalmente fiduciosi i consumatori latinoamericani, con un indice che oscilla dal 50 al 70% a seconda dei Paesi e il solo Brasile a collocarsi sotto la media globale. Ottima la situazione dell'area Asia-Pacifico, dove la soddisfazione degli indiani raggiunge punte davvero notevoli. In Giappone, un Paese solitamente molto pessimista, il 45% dei consumatori si attende migliori prospettive d'impiego nel corso del prossimo anno. Sebbene solo un quarto degli interpellati in questo Paese (ma si puo' dire altrettanto della Corea) sia fiducioso, aumentano coloro che sono disponibili a impegnarsi di piu' negli acquisti, anche se gli asiatici si confermano i maggiori risparmiatori del mondo (il 52% mette da parte qualcosa per eventuali necessita') e continuano ad investire in azioni, fondi comuni e fondi pensioni piu' degli abitanti delle altre regioni del mondo (sebbene ci siano gli austriaci alla vetta degli investitori nei fondi pensione).

In totale, l'atteggiamento rispetto alle spese rimane cauto: il 59% dei consumatori evidenzia ottimismo nelle aspettative finanziarie, ma il 61% preferisce non spendere e risparmiare.


Principali voci di spesa

Interessante verificare su quali tipi di spesa si orientino i consumatori del mondo dopo aver coperto le necessita' primarie. Divertimento, abbigliamento e viaggi sono le prime voci di spesa per quanto riguarda la stagione estiva nell'emisfero settentrionale, mentre la copertura dei debiti e dei prestiti viene riservata solitamente alla stagione invernale. Sono principalmente i Paesi europei a non considerare prioritario il risparmio, che si colloca al quinto posto della classifica delle spese (34%), dopo i divertimenti fuori casa (38%), l'abbigliamento (38%), i viaggi (36%) e le spese per la casa (35%).

Nel campo delle spese per la moda, dietro i russi (70%), si collocano spagnoli (48%) e italiani (47%). Austriaci, asiatici e neozelandesi si segnalano, invece, per l'attitudine al risparmio. I cittadini di Usa, Canada e Sudafrica, con i loro soldi, coprono i debiti e spendono in divertimento, anche se nella classifica dell'entertainment svettano i Paesi del sudamerica (e fra essi Messico, Brasile, Argentina e Cile). Quasi un quarto dei consumatori Usa afferma di non aver denaro da spendere dopo gli acquisti fondamentali.


Principali preoccupazioni

Economia, salute e lavoro: sono queste le principali preoccupazioni per la maggior parte delle persone nel mondo. L'andamento dell'economia si colloca al primo posto nei pensieri di asiatici e statunitensi, mentre il lavoro e' considerato fondamentale dai cittadini latinoamericani. La salute e' invece il primo pensiero per gli abitanti del Vecchio Continente. Anche il terrorismo, pero', comincia a creare ansia, soprattutto in Europa. Un sensibile incremento della paura nei confronti di attentati e di criminalita' e' registrato in Danimarca, Svezia, Olanda.


Italia, futuro ancora incerto, ma aumentano gli ottimisti

La ricerca di ACNielsen conferma per l'Italia il clima di incertezza emerso nelle precedenti analisi, fra le quali l'ultima del maggio 2005, ma fornisce lievi segnali di ripresa. Sembrano calare, infatti, le preoccupazioni legate al mondo del lavoro e all'andamento dell'economia nazionale, anche se l'aumento delle voci di spesa obbligate hanno modificato in maniera strutturale il comportamento di acquisto degli italiani. Le preoccupazioni sull'andamento dell'economia nei prossimi sei mesi si attestano in Europa sul 18% rispetto al 21% dello scorso semestre, mentre il dato italiano attuale e' del 23%, contro il 27% emerso dall'ultima indagine ACNielsen. Nel nostro Paese si registra una maggiore attenzione ai risparmi (dal 31% dello scorso semestre si e' passati al 38%) e aumentano le percentuali di denaro dedicato agli investimenti finanziari e alle pensioni integrative (+6%). In linea con i concittadini europei, aumentano le apprensioni su salute e terrorismo: i timori legati al benessere fisico sono infatti cresciuti del 2% (+3% in Europa), mentre la paura nei confronti degli attentati e degli attacchi terroristici e' cresciuta del 12% In Italia contro il 2% dell'Europa. L'Italia e' oggi, secondo ACNielsen, il secondo Paese al mondo nella preoccupazione per il terrorismo.


il testo riprodotto e' tratto dal sito www.ilsole24ore.com.


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