Fino al 1990, l'impresa era diretta da una valenza sociale, non aziendale, vi era un salvataggio assistenziale e indiscriminato di tutte le imprese, tutto e tutti erano assistiti, cio' perche' era in questo modo che i politici compravano i voti, vi era una politica interventistica. Negli anni '90 nuove spinte rimescolano i ruoli, fanno cadere vecchi pilastri della politica nazionale (tangentopoli).

Abbiamo contestato vent'anni fa il sistema verticistico della societa', poi abbiamo dato una base piu' lunga, ma e' cambiato ben poco, le decisioni del vertice condizionano la vita di tutta la piramide, mentre la base non da apporto di conoscenza, suggerimenti, scelte alla piramide. Si e' parlato anche del modello maoista (il cerchio).

Nascono cosi': nuove esigenze di collaborazione, tutti dobbiamo essere artefici del nostro futuro; nascono le contestazioni, no al consumismo sfrenato, contestazioni che si realizzano con leggi e associazioni che tutelano il consumatore. Si impone cosi' un nuovo modo di gestire l'impresa. Impresa che e' oppressa da due grandi fronti:

- una valenza esterna: formata da giganti anonimi (fisco, banche, tassi di interesse, inflazione, ambiente, consumatori, scuola);
- una valenza interna: data da una tecnologia impossibile da seguire, una organizzazione produttiva esasperata e opprimente.

Massima produzione = massima distruzione. Massima capacita' produttiva = massima capacita' distruttiva.
1) Il proprietario dell'impresa tende al massimo profitto, e vi arriva con lo sfruttamento, da cio' e' nata la contestazione e ora:
2) Non piu' proprietario, ma direzione, che tende alla sopravvivenza dell'impresa, non vi e' piu' sfruttamento.

Ma oggi l'impresa e' in crisi perche' si trova in un ambiente turbolento. Quali sono le cause? Prima contestava l'operaio, ora tutti: studenti, pensionati, giudici, medici, ecc. Cambia anche l'oggetto, il tipo di rivendicazione e il tipo di protesta, si contesta tutto.

Ma cosa e' l'impresa? Per i giapponesi l'azienda e' perche' esiste il cliente.
Per noi e' un'istituzione finalizzata alla soddisfazione del cliente, al contenimento dell'incertezza (incertezza = riduzione dei profitti) attraverso la soddisfazione dei bisogni.

Cosa e' l'impresa e come dovrebbe essere l'impresa per essere competitiva e vincente nel futuro? Bisogna essere competitivi in una economia dinamica.

- Prima vi era un'economia di autosufficienza (il proprietario era un padre padrone che credeva di poter gestire tutto.
- Adesso invece vi e' una cultura di interdipendenza, ogni impresa gioca un ruolo fondamentale ma non decisivo. L'autorita' cede il posto alla cooperazione, alla delega.

- Prima la forza lavoro era piatta, omogenea, impersonale.
- Ora l'imprenditore prende persone culturalmente di stimolo, per la diversita'.

- Prima orientamento al mercato locale.
- Ora orienamento al mercato globale, dove costumi e usi sono differenti.

Cambia anche l'attenzione:
- Prima era incentrata sul costo.
- Ora e' incentrata sul fattore tempo (perche' il costo e' il primo ricavo, se spendo 2 anziche' 1, vendo a 5 anziche' a 3).

Il "focus" delle imprese era il profitto, ora diciamo che il profitto non e' piu' il focus delle imprese attente, ma e' il cliente, cambia anche la risorsa, che fino a ieri era il "capitale", ora e' soprattutto "l'informazione" (chi sa', puo').

Vediamo l'interno dell'impresa. Sta' cambiando anche l'uomo dell'impresa.
- Prima l'obiettivo dell'operaio era il lavoro, la sicurezza del lavoro.
- Ora non vuole piu' essere una pedina da licenziare come capita o essere sbattuto a destra e a manca, vuole essere utile, perche' solo cosi' puo' durare nell'organizzazione (occorre sapere e saper fare).
L'uomo, e anche l'impresa, aveva una sorta di atteggiamento portato a produrre di piu' [il profitto non e' piu' di quantita' (con qualita' limitata), ma e' un prodotto di qualita' massima in ogni centro dell'impresa].
Qualita' = di valore superiore al suo costo.
Nell'impresa c'era il lavoro individuale, ora c'e' il lavoro di gruppo. Il gruppo diventa un elemento fondamentale della filosofia dell'impresa moderna. Il gruppo e' dinamico, l'impresa passa da una concezione di grande produzione di massa a una produzione per piccole serie (solo apparentemente, ad esempio Armani, tre abiti a Cagliari, uno a Palermo... ma in tutto il mondo fanno milioni). Si passa dalla produzione di massa alla produzione di lotti, dalla produzione omogenea al prodotto differenziato e si arricchisce di valore aggiunto.
Non ci sono piu' i magazzini (vedi Giappone), cosi' eliminiamo quei costi, ora il processo continuo si interrompe per fare una varieta' di prodotti. Oggi l'economia dell'azienda tenta di trasformare i costi indiretti in costi diretti per eliminarne l'arbitrarieta'. Vi sono investimenti continui, non piu' occasionali, c'e' la filosofia del delegare, proporre gli obiettivi e fare in modo che a raggiungerli siano le parti decentrate. Prima c'era autorita', ora c'e' interfunzionalita', collaborazione, trasparenza di tutti i reparti aziendali.

Cosa ha trasformato l'azienda?
Tutto cio' non e' una tendenza, ma una conseguenza a:
• bisogno di sempre piu' capitale, perche' dall'ideazione alla produzione e vendita ci sono tempi diversi;
• la vita economica del prodotto si restringe sempre piu', diventa subito obsoleto;
• c'e' piu' reddito;
• c'e' meno tempo a disposizione (piu' tempo = piu' rischio);
• occorre avere piu' informazioni (per l'impresa cio' significa avere il controllo degli accadimenti presenti e prospettici);
• se ho piu' informazioni, ho piu' capacita' di controllo, capisco cioe' dove devo andare a parare;
• se ho piu' capacita' di controllo, ho piu' capacita' di stabilita', piu' sicurezza;
• piu' capacita' di stabilita' del presente vuol dire piu' tasso di sviluppo, possibilita' di crescere;
• piu' possibilita' di sviluppo e' uguale a sapere di piu', e se so di piu', posso fare di piu', posso difendermi e consolidarmi nel presente.
Ma come posso fare, cosa devo fare per ottenere tutto cio'? Si impone l'obbligo di saper gestire l'organizzazione (sono gli uomini a fare l'impresa), creare una organizzazione efficiente. L'organizzazione e' efficiente con un obiettivo che stabilisce i ruoli delle parti, si opera in funzione degli obiettivi e le decisioni sono prese a bocca di informazione. Occorre fare un prodotto che derivi dall'informazione.

Col passare del tempo si e' avuto un passaggio dal triangolo al trapezio, l'ideale sarebbe il modello maoista, ma e' un'utopia.



CAPITOLO I

Cosa e' l'azienda?
Retta retributiva => stipendi | Retta compensi => di tipo creativo (borsa di studio ai figli dei lavoratori), si struttura tutto in base agli obiettivi conseguiti, e si premia. Dobbiamo mettere gli uomini a confronto-scontro, in modo che da cio' nasca il meglio per l'impresa. Confronto vuol dire crescita, autocritica per migliorare lo spirito dell'organizzazione.
Azienda = e' un istituto economico duraturo rivolto alla produzione di beni e servizi, finalizzato a determinati fini.
~ Istituto = organismo vivente (nasce, cresce, si sviluppa..., muore) influenza l'ambiente in cui vive e ne e' influenzato.
Quest'istituto e' composto da vari elementi tra loro coordinati e complementari e rivolti al conseguimento di un fine:
• Elementi: Patrimonio (beni sotto forma di sistema organizzato); Organizzazione (sistema di persone); Gestione (sistema di operazioni e azioni).
Questi elementi sono caratterizzati dall'unitarieta', legata alla finalita'. Questi elementi nell'azienda perdono la loro identita', la loro personalita', perche' sono strumentali per altre funzioni. Se sono coordinati, hanno un valore superiore alla somma dei singoli elementi.
Quindi l'azienda e' un organismo composto da piu' elementi coordinati e complementari in funzione della finalita':
• Finalita': l'azienda ha degli obiettivi (reddito, obiettivi sociali, di consenso politico, di penetrazione nel mercato). Preferenza, tra le azioni possibili, di quella che massimizza gli obiettivi. Tutto cio' implica la conoscenza delle funzioni produttive.

L'azienda e' un'entita' di trasformazione (da valore aggiunto alla materia prima). L'azienda ha obiettivi diversi e persegue gli obiettivi in maniera razionale:
1) individuazione delle operazioni
2) azioni fondamentali
3) esclusione delle azioni fuorvianti.

L'azienda si puo' cosi' schematizzare: ==[input]==> {fabbricato} ==[output]==>
~ Economico = adattare risorse scarse con finalita' piu' ampie. Mentre i fattori che entrano nella produzione per rischio corso).
~ Duraturo = l'azienda e' destinata a durare nel tempo (supera la vita biologica di chi lavora all'interno dell'azienda).

Elemento umano: le persone che operano nell'azienda devono essere organizzate, devono avere un comportamento organizzato. L'organizzazione e' rivolta al coordinamento delle azioni.

Come si sviluppa il processo organizzativo?

Presuppone l'esistenza di obiettivi, occorre determinare le funzioni necessarie per raggiungere gli obiettivi (tante funzioni) ogni funzione (approvvigionamento, trasformazione, vendita) subisce una scomposizione in tutti i suoi particolari per individuare i responsabili e attribuire i ruoli e i compiti (retribuzione in base alla responsabilita') ora stabilisco le linee di autorita' e subordinazione.

Struttura dei beni (patrimonio e capitale).

Le aziende pongono in essere delle azioni, che spesso pregiudicano il presente, ma magari hanno obiettivi per il futuro. Tanto piu' complesso e' l'ambiente in cui opera l'azienda, tanto piu' complessi e articolati saranno i fini dell'impresa, e' importante capire la realta' che pone limiti all'azienda, limita i fini. Dobbiamo esaminare il patrimonio (insieme dei beni ad una determinata data, complesso coordinato dei beni che hanno valore).
• Ottica qualitativa: insieme eterogeneo dei beni (inventario) che nin si possono sommare.
• Ottica quantitativa: insieme omogeneo dei beni (con valore unitario).

Nell'inventario gli elementi attivi (beni sui quali l'azienda vanta un diritto) e passivi (beni sui quali l'azienda ha un obbligo). [Inventario = quantita' fisica eterogenea (valori non sommabili)].

Occorre omogeneizzarli, trasformarli in moneta di conto => altro tipo di inventario => Stato Patrimoniale (dare - avere). Se dare = avere non ci sarebbe ne' avanzo ne' disavanzo, differenza tra dare e avere = Capitale Netto (se attivo > passivo) in caso contrario avrei un deficit (l'azienda non e' piu' mia, e' dei creditori).
Attivo > Passivo = attivo patrimoniale
INDICE del grado DI INDEBITAMENTO

      capitale proprio
  ----------------------- = o > o < di 1
    capitale di credito 
Se CP/CC > 1 (l'azienda puo' pagare tutti i suoi creditori)
Se CP/CC < 1 (l'azienda e' in mano agli altri, ai creditori)
Se CP/CC = 1 (azienda tranquilla)

BILANCIO
Fonti = quella parte che contribuisce a rendere disponibili le risorse
Impieghi = investimenti, destinazione delle fonti

Da una parte il dare sul quale esiste un'obbligazione "a rendere". Il Capitale Proprio e' una fonte sulla quale non esiste l'obbligo di rimborso. C'e' un aspetto temporale che richiede di ragionare sulla natura di Fonti e Impieghi. Abbiamo fonti per le quali esiste l'obbligo di rimborso, abbiamo debiti (100) ed e' capitale di terzi, rispetto a 50 che rappresenta Capitale proprio, se io metto a confronto questo aspetto, a rapporto, mi da' l'INDICE DI SOLVIBILITA' dell'azienda, perche' gli impieghi traducono la destinazione delle fonti. In sostanza, se io considero il CT (capitale di terzi) e lo confronto col capitale proprio: (CP)/(CT) = 50/100 = 0,5 < 1. In questo caso il capitale proprio e' insufficiente a coprire il capitale di terzi, l'azienda e' degli altri, e' dei creditori. (CP)/(CT) puo' essere >, < o = ad 1.Sono preda del sistema creditizio che mi impone quello che devo fare, mi impone certe politiche. Se invece il rapporto (CP)/(CT) = 200/100 = 2 > 1 io sono in grado di contrattare, ho un potere. Questi rapporti variano a seconda del settore, dell'ampiezza, etc. Questo rapporto definisce il grado di solvibilita' dell'azienda. Questa divisione tra fonti e impieghi pero' merita una ulteriore precisazione, legata alla natura del capitale sotto l'aspetto finanziario (visto in relazione alla prima finalita', analisi temporale del capitale). Mi gestisce l'impresa sotto l'aspetto finanziario, ripartire gli elementi attivi in relazione all'attitudine di trasformarsi in liquidita'. Abbiamo lo Stato Patrimoniale da dividere in quattro tipologie.
-Fabbricato e' un bene che si chiama immobilizzazione (per trasformarsi in liquidita' occorre un anno, altrimenti si svende, occorrono 12 mesi).
-Attivita' fisse (occorre un tempo superiore all'anno per trasformarsi in liquidita').
-Merci e materie prime, attivo circolante, occorre tempo inferiore all'anno.
Per l'attivo: quanto tempo mi occorre per monetizzare?
Per le passivita': entro quanto tempo debbo pagare?
E cassa e banca? Sono gia' liquide, il circolante a sua volta si distingue in: liquido (cassa) e disponibilita' (merci), quindi cassa e banca liquidita', quelli con arco di tempo inferiore ai 12 mesi disponibilita'.
Debiti = fonti, ma non tutte le fonti vanno rese, solo il capitale di terzi, in relazione all'urgenza dell'obbligo, abbiamo fonti per le quali l'estinzione e' all'interno dell'anno: fonti esigibili, valori pagati in un arco di tempo inferiore ai 12 mesi, quelli che superano i 12 mesi si chiamano fonti redimibili.
Dobbiamo, da cio', estrarre l'INDICE DI LIQUIDITA' rappresentato dall'attivo corrente sulla esigibilita':
   Attivo corrente
--------------------- = current ratio
     Esigibilita'
Il primo compito fondamentale e' quello di avere un attivo corrente in grado di soddisfare le esigenze di coloro che vantano diritti. Attivo corrente rapportato al passivo corrente (esigibilita'). La gestione.

Ora parleremo della gestione, prima di tutto cosa e'? E' il sistema di operazioni svolte dall'azienda durante la sua vita. La gestione ha bisogno di essere verificata, controllata (e per far cio' bisogna che sia divisa in periodi amministrativi). Il periodo amministrativo (esercizio) e' l'arco di tempo in relazione al quale la gestione e' programmata, individuata, controllata. Gestire significa studiare tutto cio' che avviene, le funzioni dell'azienda (che si dividono in funzioni direzionali e funzioni operative o esecutive).
• Funzioni direzionali: parte dal presupposto che l'azienda e' un organismo vivente, e come tale e' dinamico, l'azienda ha quindi un tempo di riferimento, si sa' adattare, bisogna pero' prevedere (per programmare, controllare e coordinare) infatti l'azienda sulla base della previsione, programma e organizza [sapere].
• Funzioni operative: sono funzioni tecniche, di trasformazione, di tipo commerciale, finanziario, di sicurezza, contabile [fare].

L'azienda svolge operazioni di tre tipi:
- di input quantitativi, che sono sostituibili (sostituzionali) e sono il capitale, il lavoro, i mezzi (o macchine) e le materie.
- di input qualitativi, i valori individuali (limitati) informazioni, credo, opzioni di valore, cultura.
-di output.